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“Occhio ai radar, amore. Cassarate, via delle scuole, poi Sorengo”
“Occhio ai radar, amore. Cassarate, via delle scuole, poi Sorengo”
“Occhio ai radar, amore. Cassarate, via delle scuole, poi Sorengo”
Redazione
7 anni fa
A processo l’ex vice comandante della Polizia di Collina d’oro. È accusato di favoreggiamento, violazione del segreto d’ufficio e altri reati

È una storia di relazioni pericolose quella in scena oggi alle Assise correzionali di Lugano, presiedute dal giudice Mauro Ermani. Un 38enne, ex vice comandante della Polizia Collina d’oro, deve rispondere di fatti avvenuti quando ancora lavorava per la Comunale di Lugano, nel 2017.

Tutto ruota attorno a una minorenne, che prima ha intrattenuto una relazione con l’imputato e poi con un suo collega, già condannato per questi fatti (vedi articoli suggeriti). Il 38enne è accusato di favoreggiamento perché, sapendo che il collega aveva fatto condurre l’auto alla minorenne, avrebbe segnalato il reato solo una volta finita la loro relazione.

Caduta, invece, in corso di dibattimento l’accusa di abuso di autorità. All’uomo si rimproverava di aver concesso alla giovane di fare una perquisizione alla pensilina di Lugano, indossando una polo della Polizia. Questi fatti si basavano però tutti sulla testimonianza della minorenne la cui credibilità è però minata sia da una perizia psichiatrica, che da una recente denuncia poi ritrattata (ha accusato di violenza sessuale l’altro agente quando la loro relazione si è interrotta).

L’agente avrebbe poi violato il segreto d’ufficio rivelando alla compagna (non la minorenne) e alla madre i dettagli di un controllo radar. Un giorno alla partner ha scritto: “Occhio ai radar, amore. Cassarate, via delle scuole, poi Sorengo”. A questa accusa il 38enne risponde di aver visto per caso il controllo e di averlo segnalato, senza invece esserne venuto a conoscenza per lavoro. Risposta plausibile per il radar di Cassarate, non per quello di Sorengo, dove il controllo è avvenuto due ore dopo il messaggio dell’uomo.

Infine è accusato di aver scattato dei selfie mentre era alla guida (anche in divisa e sull’auto di servizio) e di aver modificato la sua automobile in modo non conforme. Oggi l’uomo, impiegato come agente nella Polizia Malcantone Ovest, in base alla sentenza rischia anche il posto di lavoro.

Altri dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45

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