
Una segnalazione, un’indagine interna, l’immediata sospensione dal lavoro, l’apertura di un procedimento penale e l’arresto. Sono le tappe che lo scorso venerdì hanno portato in carcere un infermiere dell’Ospedale Beata Vergine di Mendrisio per presunti maltrattamenti nei confronti di almeno tre pazienti anziani. Le accuse mosse all’infermiere, che come riporta il Caffè lavorava nel reparto di Medicina1, sono tentate lesioni gravi, lesioni semplici, coazione e vie di fatto, che l’interessato nega con fermezza. L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore generale Nicola Respini.
Tutto avrebbe avuto inizio sei settimane fa con la segnalazione di un collega dell’infermiere. Alla direzione dell’ospedale avrebbe raccontato di gesti e parole probabilmente un po’ troppo sopra le righe.L’indagine interna dell’ospedale è durata all’incirca tre settimane. Ma sarebbero bastati pochi elementi, qualche verifica, alcuni riscontri iniziali per stabilire la veridicità della segnalazione. L’indagine poi avrebbe fatto emergere altri elementi. Elementi importanti, che avrebbero contribuito alla svolta. Intanto, le famiglie delle presunte vittime a tuttoggi sarebbero state contattate soltanto dal procuratore. Nessuno all’interno dell’ospedale sarebbe a conoscenza dell’identità degli anziani. Se non di uno, nel frattempo deceduto per la malattia.
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