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Ticino
Obbligo di test per sanitari non vaccinati
Redazione
5 anni fa
Dal 1° ottobre il personale sanitario che non è in possesso del certificato Covid dovrà sottoporsi al test ogni quattro giorni. Anche i visitatori delle strutture dovranno esibire il documento a partire dal 15 settembre

Cambiano le modalità per accedere nelle strutture sanitarie del Cantone. Il personale a contatto stretto con pazienti, residenti o utenti vulnerabili sarà tenuto a esibire un certificato Covid oppure a partecipare a un programma di test mirati e ripetuti organizzati in azienda in modo da disporre di un test con esito negativo non più vecchio di quattro giorni. Inoltre i visitatori che vorranno accedere alle strutture sanitarie e socio-sanitarie dovranno esibire un certificato Covid. È quanto ha deciso il Consiglio di Stato su proposta del Dipartimento della sanità e della socialità nel corso della sua seduta odierna. “Il Governo è persuaso che questi provvedimenti rappresentino un ulteriore importante tassello nella strategia di contenimento della diffusione del Coronavirus in Ticino”, sottolinea il Governo in una nota diramata in mattinata.

L’obbligo per i sanitari entra in vigore il 1° ottobre, per i visitatori il 15 settembre
“Alla luce dell’evoluzione epidemiologica delle ultime settimane e con la volontà di proteggere ulteriormente le persone particolarmente vulnerabili da infezioni da Coronavirus, il Consiglio di Stato ha deciso nella sua seduta settimanale di rendere obbligatorio il test per il personale sociosanitario non in possesso del certificato Covid, ovvero in particolare non vaccinato, e il certificato Covid per i visitatori delle strutture”, si legge nella nota. “L’obbligo per questi ultimi entra in vigore dal 15 settembre, mentre alle strutture e ai servizi è dato tempo fino al 1° di ottobre per organizzare test mirati e ripetuti per il proprio personale, che dovrà disporre di un test con esito negativo risalente al massimo a quattro giorni”.

Le strutture sono responsabili del controllo dei certificati
La decisione governativa odierna incarica le strutture sanitarie (ospedali e cliniche) e socio-sanitarie (case per anziani e istituti per invalidi), così come altri servizi del settore (centri diurni per anziani terapeutici e socio-assistenziali, centri diurni per invalidi, strutture residenziali per tossicodipendenti e servizi di assistenza e cura a domicilio), di promuovere test mirati e ripetuti per i propri dipendenti privi di certificato Covid ai sensi dell’Ordinanza 3 Covid-19. Queste strutture possono decidere di prevedere anche una frequenza maggiore di test e sono responsabili del controllo dei certificati. Al contempo, sono invitate a continuare a promuovere la medicina basata sull’evidenza, anche in ambito vaccinale, incoraggiando la vaccinazione dei propri collaboratori.

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