
In relazione alle sanzioni nei confonti del Venezuela, il Partito Comunista del Segretario Massimiliano Ay si esprime così:
"Che la politica estera del nostro Paese fosse sempre stata orientata al campo atlantico non è cosa nuova, tuttavia i toni e i modi con cui il governo federale sta di fatto calpestando la nostra neutralità stanno drasticamente peggiorando," esordisce il comunicato.
"Dopo essersi intromesso nel processo politico venezuelano, arrivando a invitare esplicitamente i cittadini venezuelani a boicottare le urne per impedire l’elezione dell’Assemblea costituente, il Consiglio federale nei giorni scorsi si è piegato ai diktat di USA e UE rifiutando di sostenere una risoluzione (promossa dal Movimento dei Paesi Non Allineati, dalla Cina e dalla Russia) che denunciava la guerra economica contro il Venezuela. Berna è andata però oltre emanando addirittura delle misure coercitive contro Caracas, aderendo così alle sanzioni decise per noi da Bruxelles", prosegue il Partito.
"Questo agire danneggia non solo quelle aziende svizzere che vorrebbero cooperare economicamente con i paesi dell’ALBA, ma getta a mare la credibilità della nostra diplomazia.Occorre ristabilire la nostra sovranità nazionale in politica estera e salvaguardare la nostra neutralità: è inammissibile che sia l’UE a dettare la nostra agenda diplomatica"!
"Il Venezuela", conclude il comunicato, "è un paese sovrano e democratico, la cui unica colpa è di essere ricco di petrolio e di avere un governo patriottico e socialista che non si svende al capitale globale. Queste sanzioni non sono contro il Venezuela: sono anzitutto contro la Svizzera".
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