
"Lo stato d'animo della famiglia Bianchi è comprensibile, ma prima vediamo cosa deciderà il Consiglio comunale. Poi, nel caso, faremo i passi successivi e contatteremo gli inquilini delle proprietà che abbiamo proposto di alienare".
Il Municipio di Breggia spiega dalle pagine del Giornale del Popolo i contorni della decisione che l'anno portato a rinunciare a quattro stabili comunali - la Casa dei preti, l'ex asilo di Bruzella, l'alpe di Caneggio e l'ex scuola di Roncapiano-Muggi - che proprio qualche giorno fa ha sollevato più di una perplessità da parte di una delle famiglie affituarie. Come da noi riportato mercoledì scorso la famiglia Bianchi, che vive nella casa dei preti di Caneggio, ha rivolto un accorato appello alle autorità comunali per evitare di dover lasciare lo stabile a fine 2016 quando scade il contratto di locazione. Stabile nel quale la famiglia era giunta quattro anni fa quando l'Esecutivo era alla ricerca di persone per ripopolare il paese.
Il Municipio ha ribadito ieri che la decisione non è stata presa a cuor leggero, ma che le proposte di cessione sono sotto esame già dal 2009, dal momento dell'aggregazione. Gli stessi Enti locali avevano indicato di inserire nel Piano finanziario l'ipotesi di considerare l'alienazione degli immobili pubblici, sollecitando l'allestimento di un inventario dei beni patrimoniali. Le prime cessioni rientrano ora nelle linee di finanziamento delle opere viarie, della progettazione dell'asilo e dei magazzini comunali.
"Se non si vende" ha ribadito il municipale Sebastiano Gaffuri, "cade l'intero castello delle opere". Gli fa eco il sindaco Giuseppe Tettamanti, sempre dalle pagine del Giornale del Popolo: "Dal cielo non piove nulla. O si aumenta il moltiplicatore oppure i contributi di miglioria".
Ora spetterà al Consiglio comunale pronunciarsi martedì sera sul messaggio per la cessione degli stabili in questione.
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