
Prosegue l’inchiesta che vede al centro la discoteca NYX di Lugano e i suoi titolari, il 45enne Tito Bravo ed il 47enne Paolo Guarnieri. Nei prossimi giorni sono infatti previsti nuovi interrogatori per Moron e Guarnieri. Quest'ultimo è patrocinato dall'avvocato Ildebrando Item, che contesta i reati contro la persona, mentre ha fornito alcune parziali ammissioni per quanto riguarda le irregolarità finanziarie. Più complessa la posizione di Bravo, che è difeso dall'avvocato Elio Brunetti. Nel suo caso, oltre ad incassi in nero (si parla di 2 milioni di franchi circa), si sospetta un coinvolgimento in episodi di violenza. Le prime conseguenze dell'inchiesta, quelle più tangibili, sono state le chiusura del locale con conseguente perdita dei posti di lavoro. Secondo quanto riporta il Corriere del Ticino sarebbero 50-60 i posti di lavoro persi (una ventina erano fissi, mentre la parte restante veniva pagata a ore o a serata). Buona parte di loro ha scelto d'inoltrare la disdetta del contratto di lavoro così da poter magari beneficiare della disoccupazione. Ma, come dice il detto, mors tua vita mea, ovvero, negli altri locali notturni cittadini sembra che nel fine settimana si sia registrato il pienone.Tornando all’inchiesta, nel blitz di mercoledì sono stati impegnati anche le unità cinofili antidroga. I cani però non hanno trovato nulla per quel concerne la presenza di stupefacenti. Stamane si è tenuto il Consiglio di Amministrazione (CdA) di crisi della casa da gioco. I membri sono arrivati alla chitichella, Giorgio Giudici in testa. "Sono arrabbiato e deluso", ha dichiarato il sindaco di Lugano. Nel corso della riunione sono stati disdetti i contratti di affitto con Tito Bravo e Paolo Guarnieri.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

