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Ticino
NYX: cercavano "coca", emersero i reati finanziari
Redazione
13 anni fa
Al processo contro Paolo Guarnieri e Tito Bravo ricostruita la genesi dell'inchiesta che ha portato all'arresto dei due

Il “processo al NYX” o movida gate che dir si voglia è entrato nel vivo. Questa mattina il giudice Claudio Zali ha ripercorso le tappe che hanno portato all’arresto di Tito Bravo e di Paolo Guarnieri. In buona sostanza il tutto nasce nel febbraio 2012 da due episodi: una denuncia da parte di un ex socio, secondo il quale all’interno del locale ci fosse un giro di cocaina, e una denuncia pendente per vie di fatto, inoltrata da due clienti l’anno prima. Indagando su questi fatti sono poi venuti alla luce tutti gli ulteriori addebiti, soprattutto i reati finanziari. Poi si è ripercorsa la storia umana di Tito Bravo. Sottotenente delle forze di polizia peruviane, aveva fatto cinque anni di scuola di polizia. Poi, nel 1989, venne in Ticino, chiedendo asilo politico. Come motivazione c’erano problemi di sicurezza legati alla sua posizione in Perù. Il suo primo impiego fu quello di addetto alla manutenzione al liceo Leonardo da Vinci di Lugano. “Ho incrementato il turismo fino al giorno del mio arresto” ha detto Bravo. Per quel che concerne Paolo Guarnieri la sua storia a Lugano nasce nel 2009 come responsabile per il marketing del Casinò di Lugano. Inizialmente per l’Italia, poi, nel 2010, anche per la Svizzera. Fu anche amministratore di società, tra le quali una che trattava beni di lusso, che poi fallì. Da segnalare che prima del processo la difesa ha sollevato un’obiezione nel senso che secondo loro ci sarebbero troppi fatti, come l’accoltellamento di Bissone, che non sarebbero collegati alla vicenda e creerebbero confusione. Il giudice Zali, dopo una decina di minuti di riflessione, ha deciso di rigettare questa tesi in quanto ha detto di non poter sapere se un determinato elemento possa essere utile o meno.

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