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Ticino
Nuovo smacco per il granito ticinese
Nuovo smacco per il granito ticinese
Nuovo smacco per il granito ticinese
Redazione
10 anni fa
Le FFS preferiscono la pietra europea per un maxi-progetto a Ginevra. "Risparmiato un importo a sei cifre"

Si torna oggi a parlare della concorrenza tra granito ticinese ed estero, con quest'ultimo ad avere ancora una volta la meglio.

Oggetto della discordia è il "Pont Rouge" di Ginevra, un progetto da circa 725 milioni di franchi portato avanti dalle FFS, che prevede un percorso urbano in pietra.

Una ditta ticinese aveva presentato un'offerta per la fornitura del materiale, con un preventivo iniziale di 2,7 milioni di franchi poi ridotto a 1,95 milioni. Ma nonostante lo sconto, l'ex regia federale ha optato per una pietra estera, meno costosa.

Nell'aprile scorso il consigliere nazionale PPD Fabio Regazzi aveva quindi presentato un'interrogazione al Consiglio federale (cofirmatari il collega di partito Marco Romano e i leghisti Roberta Pantani e Lorenzo Quadri) per chiedere lumi sulla decisione delle FFS di utilizzare un prodotto estero anziché optare per quello indigeno. "A farne le spese ancora una volta è il settore del granito ticinese, già confrontato con le difficoltà di un mercato sempre più difficile a causa della concorrenza estera che per di più non rispetta le condizioni sociali e di lavoro in Svizzera" scriveva Regazzi, sottolineando che le FFS, in quanto azienda parastatale, dovrebbe avere una sensibilità sociale.

Ma il Consiglio federale, nella sua risposta resa nota oggi dal Corriere del Ticino, spiega di non avere alcuna responsabilità specifica per quanto riguarda la scelta delle FFS. È vero che nel bando di concorso era stato indicato lo gneiss ticinese come prodotto di riferimento, ma ciò non esclude la possibilità di scegliere altri materiali, precisa ancora il Governo.

Nella risposta si legge poi che la scelta della pietra estera ha consentito di realizzare un risparmio "pari a un importo elevato a sei cifre" e che le FFS nei suoi acquisti tiene in considerazione "l'offerta economicamente più conveniente".

In merito alle condizioni sociali, il Consiglio federale scrive infine che "la legislazione applicata in materia di lavoro è quella vigente nell'UE."

Niente dietrofront, quindi. Come già successo per il progetto delle FFS a Bellinzona, il granito ticinese resterà nelle cave, a vantaggio di quello straniero.

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