
La Svizzera investirà in Italia 280 milioni di franchi per la realizzazione del corridoio di 4 metri su suolo italiano, necessario per il transito dei treni sulla futura linea di AlpTransit.
La prassi di sovvenzionare opere infrastrutturali all’estero non è nuova per la Svizzera. Ma, dati i precedenti, il consigliere nazionale Fabio Regazzi ritiene che sia meglio porre sin dall'inizio dei precisi paletti, onde evitare il ripetersi di situazioni sgradevoli quali ad esempio quella della Stabio-Arcisate.
"Questo progetto costituisce una chance anche per l'Italia" afferma il parlamentare PPD, che mette in cifre questa chance. "Stando a uno studio dell’università la Bocconi di Milano, l’attivazione graduale del corridoio di 4 metri porterebbe a risparmi di trasporto di oltre 1,9 miliardi di euro, a cui vanno aggiunti benefici ambientali stimati a quasi 700 milioni e fino a un massimo di 4'000 nuovi posti di lavoro nella logistica."
"È lecito chiedersi se questo importante investimento da parte della Confederazione non potrebbe assicurare anche qualche vantaggio o preferenza per le aziende svizzere, dal momento che il principale agente finanziatore è il nostro Paese" si chiede quindi Regazzi. "Invece le attuali difficoltà con cui le ditte elvetiche sono confrontate sul mercato italiano (black list), fanno sorgere qualche timore circa le possibilità di poter partecipare alle gare di appalto senza essere discriminate. A ciò si aggiunge l’incertezza istituzionale che caratterizza l’Italia da qualche tempo che potrebbe far sorgere il timore di vedere trasformato il progetto di corridoio di 4 metri in uno psicodramma come il cantiere Stabio-Arcisate, o peggio ancora in una clamorosa incompiuta."
Date queste premesse, Regazzi ha presentato un'interpellanza al Consiglio federale con la quale chiede lumi sulle regole delle gare di appalto. "All'articolo 3 dell'Accordo tra Consiglio federale e Governo italiano per lo sviluppo delle infrastrutture della rete ferroviaria si fa menzione a due organi, al Comitato direttivo e alla Commissione bilaterale (art. 3): da chi saranno composti sia da parte svizzera che italiana, con quali poteri decisionali e quali mansioni?" scrive Regazzi. "Le black list che l'Italia ha allestito nei confronti delle aziende svizzere potrebbero svantaggiarle nella gara di appalti? Queste gare di appalto saranno sottoposte al diritto italiano? Se sì, come verranno regolate: sarà ad esempio possibile procedere con dei mandati diretti per lavori al di sotto di una certa soglia? In maniera generale, esiste un margine di manovra per fare in modo che le aziende svizzere vengano favorite, posto che il nostro Paese è il principale finanziatore delle infrastrutture? Quali garanzie sono state chieste dalla Svizzera affinché i lavori vengano eseguiti entro i termini e gli importi prestabiliti? Chi si assumerà l'onere di un eventuale sorpasso?"
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