
Da domenica si cambia. Arrivano i nuovi orari dei mezzi pubblici e, anche col fatto che la Cisalpino da quel giorno non correrà più sui binari, ci dobbiamo attendere alcune novità. Novità che sono già state preannunciate e che a molti non piacciono. C’è chi è convinto che le cose cambieranno in peggio. E per rendersene conto basta snocciolare qualche numero: sulla tratta Milano-Como-Chiasso verranno soppressi sette treni. In tutto saranno quattro quelli che salteranno verso Milano e tre verso il Ticino. “Nell’orario in vigore fino al 12 dicembre – denuncia la deputata socialista Chiara Orelli - era possibile partire da Lugano per Milano già alle 6.10 e arrivare in città alle 7.50 utilizzando il treno notturno da Amsterdam; altri collegamenti relativamente veloci erano assicurati alle 7.37 con arrivo alle 8.55, alle 8.48 con arrivo alle 9.50, alle 9.48 con arrivo alle 10.50. Nel nuovo piano orario – prosegue la deputata - il primo collegamento non regionale è quello delle 9.48 (partenza da Lugano), il che significa che non è possibile raggiungere Milano con un treno veloce prima delle 10.50”. In realtà qualche soluzione alternativa esiste ma, come ci spiega la socialista Orelli, il problema è che “il primo collegamento da Lugano, quello delle 6.58, prevede il ricorso a un treno regionale fino a Como con cambio a Como in direzione di Milano; un cambio di treno nella stazione di Como a quell’ora risulta particolarmente scomodo se non impossibile, essendo la stazione e i treni (compreso quello che si reca a Milano) particolarmente frequentati dal traffico pendolare”. Ma i problemi non si limitano all’andata. Pure per chi vuol tornare a casa in Ticino, la sera, ci saranno delle novità: “l’ultimo collegamento veloce tra Milano e Lugano – prosegue Orelli - rimane quello delle 19.10, viene cancellato quello delle 21.20 e il treno regionale delle 00.38 si ferma a Como (alle due meno un quarto del mattino)”. Da qui la richiesta inoltrata attraverso un atto parlamentare al governo cantonale. L’invito formulato dalla deputata socialista è di “intervenire attivamente e nella forma che crederà eventualmente opportuna presso le FFS perché collegamenti dignitosi con la città lombarda tornino ad essere al più presto garantiti”.
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