
I primi, ieri pochi minuti dopo la presentazione del progetto, erano stati i candidati al Municipio dell'UDC a seppellire il nuovo Lungolago di critiche. "E cosa celerebbe cotanto orrore??? Già sono contrario alla chiusura del lungolago, se poi ci mettono cose del genere..." ha twittato Alain Bühler, riferendosi al previsto padiglione. Oggi tocca ai Verdi, tramite un comunicato stampa, illustrare le proprie perplessità. Anzi, diciamo pure la loro contrarietà al progetto. "Lungolago: così no, grazie" si intitola il loro testo."Gli elementi di cui disponiamo al momento ci sembrano sufficienti per respingere il progetto" spiegano i Verdi di Lugano, che hanno individuato tre questioni principali, che si intrecciano tra loro. Dapprima la questione dei tempi. "Sembra che la chiusura al traffico del lungolago sia rinviata a un futuro indefinito: il PVP non ha voluto affrontare la questione e al momento attuale sono ancora più di ventimila i veicoli che transitano giornalmente nell’area interessata. Sicché la nuova “piazza a lago” sarebbe perlomeno una piazza dimezzata. Non ha senso metter mano a un’ampia ristrutturazione di quest’area senza prima risolvere in modo coraggioso e definitivo il problema del transito di autoveicoli." Vi è poi la questione della vivibilità. "Il progetto prevede la creazione, a sud di piazza della Riforma, di un ampio spazio unificato (piazza Rezzonico, piazza Manzoni e un tratto di lungolago) forse adatto a grandi eventi ma certamente inospitale per la maggior parte del tempo e per la maggior parte delle persone. Si parla enfaticamente di “restituire ai luganesi” un “comprensorio di grande pregio” ma si propone un nuovo spazio invivibile, un frammento di deserto urbano. Non un luogo in cui si possa sostare, rilassarsi, incontrarsi, vivere, ma un luogo da attraversare il più in fretta possibile per raggiungere altri punti della città. Il progetto mostra inoltre poca consapevolezza nei confronti dell’esistente, per esempio per piazza Rezzonico, che con i suoi pini domestici, la fontana e la pavimentazione in porfido locale presenta oggi un insolito carattere mediterraneo: un luogo accogliente, seliberato dai parcheggi." Infine c'è la questione della misura. "Questo progetto è astratto, non si confronta con la città reale e con la vita reale dei cittadini. Non si integra nel contesto urbano ma lo nega, e con la pretesa di unificare gli spazi introduce una rottura. Gli effetti scenografici ricercati dai progettisti finiscono invece per celebrare il potere, inquadrando il Municipio in uno spazio piatto, arido e sovradimensionato, dimenticando l’uomo che dovrebbe abitare quello spazio. Un’impostazione arrogante, elitaria. Anche in questo caso, ci pare, Lugano gioca a fare la grande città invece di convivere tranquillamente e umilmente con la propria storia e la propria misura." Per i motivi sopra esposti I Verdi del Luganese chiedono una completa rianalisi dell’intervento che possa portare all’elaborazione di un nuovo progetto condiviso e partecipato con i cittadini, primi utilizzatori di questo importante spazio pubblico.
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