
Un grande stadio è un’infrastruttura importante per una regione, per questo oltre alle città è anche i cantoni partecipano ai costi di costruzione o ristrutturazione dei grandi impianti sportivi. Qualche esempio. Il Vallese ha messo un terzo dei 21 milioni per il Tourbillon di Sion, Basilea ha pagato il 10% del Sankt Jakob Park, Berna il 14,2% della Tissot Arena. Alla costruzione della Swisspoarena di Lucerna, oltre al cantone di casa che ha contribuito per il 15%, hanno partecipato anche Zugo, Obvaldo e Nidvaldo.
E in Ticino? Il nuovo polo sportivo di Cornaredo costerà 229 milioni di franchi, di cui 155 necessari per la parte sportiva del progetto. Secondo quanto emerso sulla stampa il Canton Ticino ne metterà 6, circa il 3,8%. Una cifra che i granconsiglieri Paolo Ortelli, Aron Piezzi, Boris Bignasca, Henrik Bang, Lorenzo Jelmini, Fabio Schnellmann e Alessandro Cedraschi definiscono “briciole”. È così che definiscono il contributo cantonale al progetto in un’interrogazione al Consiglio di Stato.
Esprimendo “una certa incomprensione”, i deputati hanno quindi sottoposto al governo una serie di domande, sottolineando anche come fosse da “attendersi ragionevolmente un potenziale contributivo decisamente superiore a quanto deciso”.
Ecco le domande:
1. Quanto riportato dalla stampa corrisponde al vero?
2. Sono previste altre forme di accordi su contributi finanziari a fondo perso?
3. Sulla base di quali criteri il CdS ha deciso per un tale importo?
4. L’importo contributivo limitato è dettato da ragioni contingenti legate alla situazione finanziaria del Cantone tornata nelle cifre rosse a causa della pandemia?
5. Da altri fattori? Se si da quali?
6. Il Cantone continua a riconoscere il progetto del Polo Sportivo ed Eventi quale progetto infrastrutturale di valenza cantonale così come espresso recentemente più volte, e che trova nelle parole dell’ex Consigliere di Stato Gabriele Gendotti, risalenti al 2008, l’espressione, mai contestata dall’attuale Esecutivo cantonale, con la denominazione di logica di “Stadio Ticino”?
7. Se no, per quali ragioni?
8. Se il Cantone continua a ritenere il PSE come progetto di valenza sportiva e sociale cantonale ritiene il contributo proposto a sostegno del progetto di entità adeguata?
9. Il Cantone non ha mai immaginato che una tale infrastruttura, proprio perché adeguatamente sostenuta da parte del Cantone, possa porsi quale importante investimento indiretto a favore dell’intero sport ticinese, anche nel nome della spesso solo decantata valenza sociale della cultura sportiva, e quindi di fatto “imporre” uno statuto di casa dello sport d’élite Ticinese per le discipline in esso esercitabili?
10. Qualora, ad esempio in futuro, come gli sportivi ticinesi possono solo augurarsi, ritroveremo un’altra compagine cantonale nell’élite del calcio nazionale o di altre discipline, il Cantone intende sostenere nuovamente una nuova infrastruttura?
11. L’accordo di partecipazione finanziaria proposto e sostenuto dall’Esecutivo luganese tra investitori pubblici e privati prevede un finanziamento pubblico spalmato su più anni (27). Questo fatto non potrebbe indurre il Cantone a far valere in modo fattivo e concreto il riconoscimento della valenza cantonale dell’infrastruttura prevedendo un analogo e parallelo approccio di sostegno finanziario costante e spalmato nel tempo? Quindi valutando di entrare in materia immaginando un contributo a fondo perso di entità maggiore?
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