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Nuovi orari dei negozi, sarà ricorso?
Nuovi orari dei negozi, sarà ricorso?
Nuovi orari dei negozi, sarà ricorso?
Redazione
7 anni fa
Il sindacato UNIA ha dubbi sul numero di adesioni. Gargantini: "Attendiamo la documentazione"

Gli orari dello shopping stanno per cambiare. La legge sull'apertura dei negozi, votata dal popolo e condizionata dall'applicazione del contratto collettivo, entrerà in vigore il 1. gennaio 2020. L'unico  ostacolo resta il possibile ricorso già preannunciato da Unia.

Il sindacato, che dall’inizio ha osteggiato la nuova legge, aspetta solo di poter sapere quante sono le aziende che hanno aderito al contratto collettivo, che devono essere il 50%+1 del totale. "Per la terza volta quest'anno chiederemo ufficialmente di avere accesso alla documentazione relativa alla raccolta delle firme dei quorum del contratto collettivo di lavoro" spiega il segretario regionale di Unia Giangiorgio Gargantini ai microfoni di TeleTicino. "Se finalmente vi avremo accesso, con i numeri precisi e i nomi dei negozi che sono stati contabilizzati, valuteremo se i quorum sono stati raggiunti e quindi decideremo su quella base come agire. Se ancora una volta ci sarà negato il diritto d'accesso all'informazione, andremo per vie legali fino al Tribunale federale".

Numeri, quelli dei firmatari e del totale, che hanno fatto discutere fin dall’inizio. Infatti, resta poco chiaro quante siano le aziende che in Ticino operano in questo settore. Secondo Unia il conteggio potrebbe non essere del tutto trasparente. "Se ci sono poche firme per raggiungere un quorum, una cosa che si può fare è cercare ancora più firme, l'altra è abbassare il totale. Probabilmente è quello che c'è stato: se c'erano 3'000 negozi all'inizio e adesso ce ne sono meno di 1'000, temiamo che questo numero sia stato abbassato artificialmente. È quello che vogliamo verificare", precisa Gargantini.

I principali cambiamenti 

Ma quali saranno i cambiamenti per gli orari dei negozi? Dal lunedì al venerdì potranno rimanere aperti dalle 06.00 alle 19.00, il giovedì come oggi fino alle 21.00, mentre il sabato fino alle 18.30. Non si tratta quindi di una rivoluzione rispetto a quelli odierni. "Una mezz'ora in più al giorno e un'ora e mezza in più al sabato, 5 giorni festivi, con aperture generalizzate e la possibilità per zone turistiche o di confine di aperture generalizzate 7 giorni su 7 fino alle 22.30 significa, per esempio, che tutti i negozi del centro di Lugano potranno restare aperti fino alla domenica sera alle 22.30, 7 giorni su 7" sottolinea ancora Gargantini. "Stessa cosa, sicuramente, sarà richiesta anche dagli altri centri città, dalle zone turistiche e dalle zone sul lago. La metà del territorio potrebbe, teoricamente, tenere aperto 7 giorni su 7 fino alle 22.30. Altro che mezz'oretta in più".

A creare il vero problema, secondo Unia, sono le numerose eccezioni. Difatti, potranno tenere aperto tutti i giorni dalle 06.00 alle 22.30 tutte le seguenti attività: i chioschi, i take away, le stazioni di servizio, i negozi all’interno di musei e stati, i negozi nelle località turistiche, i negozi nelle località di confine e gli stand all’interno delle manifestazioni.

 

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