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Ticino
Nuove strategie per la piazza finanziaria
Redazione
16 anni fa
E’ stato costituito oggi un ente misto pubblico-privato, per la promozione della piazza finanziaria ticinese

E’ stato costituito oggi un ente misto pubblico-privato, il cui scopo principale è quello di favorire il trasferimento in Ticino di attività finanziarie ad alto valore aggiunto.Il Dipartimento delle finanze e dell’economia e l’Associazione Bancaria Ticinese hanno elaborato in stretta collaborazione un progetto che intende valorizzare le peculiarità della piazza finanziaria ticinese. Dopo un’analisi dei fattori positivi e negativi che caratterizzano il settore – svoltasi l’anno scorso tramite un consulente esterno – si è giunti alla conclusione che esistono potenzialità interessanti, non solo legate al private banking, degne di essere approfondite. In particolare il gruppo di lavoro ritiene che si possano raggiungere risultati positivi in ambiti quali: gestione di hedge funds, trading di materie prime, family offices, gestione di fondi d’investimento e fondi di private equity.Per questo progetto di promozione della piazza finanziaria si è deciso di proporre una partnership pubblico – privato, coinvolgendo attori istituzionali e associazioni private. E’ stata quindi costituita oggi a Vezia l’associazione denominata “Associazione per la promozione della piazza finanziaria” con la partecipazione di questi partner: Città di Bellinzona, Città di Chiasso, Città di Locarno, Città di Lugano, Camera di commercio, Associazione dei gestori patrimoniali, Federazione delle associazioni di fiduciari e Ordine degli avvocati.A fianco di attività promozionali nel breve periodo, in seno all’ente sarà costituito anche un gruppo strategico che avrà il compito di concepire una visione di medio/lungo termine per la piazza finanziaria e di sviluppare proposte per il miglioramento delle condizioni-quadro cantonali.   Il commento La decisione di creare un’Associazione per la promozione della piazza finanziaria è sicuramente da salutare con soddisfazione. “Finalmente” verrebbe da dire. Forse ci si doveva muovere prima. I segnali di un cambiamento delle condizioni quadro entro le quali le banche si sono mosse negli ultimi quarant’anni erano ben presenti. Purtroppo non sono stati recepiti in tempo. Ma come si dice: meglio tardi che mai. Ora, messe nero su bianco le intenzioni, bisogna metterle in pratica. Puntare su una serie di offerte che vadano oltre il private banking presuppone anche avere il know-how necessario per fornire un servizio di prima qualità. Punto essenziale in quanto la gamma di prodotti sui quali si vorrà puntare viene offerta da altre piazze nazionali ed internazionali già da molti anni. Quindi il tempo per “imparare il mestiere” non è molto. In Ticino esiste questo know-how? In parte sicuramente si, ma non basta. E quasi sicuramente si dovranno “importare” queste conoscenze dal resto della Svizzera e dall’estero e i ticinesi dovranno imparare ad accettare questo fatto. Un’ultima considerazione: tra le proposte di business non si trova il corporate banking, ossia i servizi bancari per le aziende. Eppure ci troviamo alla periferia di una delle maggiori zone industriali d’Europa quindi un potenziale bacino di clientela che sicuramente apprezzerebbe il fatto di poter contare sulle banche svizzere per le proprie esigenze. Ma se chi ha fatto questo studio non ha ritenuto necessario inserire questo servizio tra i potenziali, avrà avuto i suoi buoni motivi. Forse uno potrebbe essere quello che al momento per le banche svizzere non è possibile offrire prestazioni all’estero, soprattutto in Italia. E allora che si attivi la politica. Una bella sfida per il nuovo Governo che si insedierà il prossimo aprile. [email protected]

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