
Nella serata di ieri l'Assemblea della sezione del Partito socialista di Lugano si è riunita per tirare le somme di questa legislatura breve, per gettare le basi del prossimo quadriennio e per definirie le cariche in seno alla direzione. Nessuna sorpresa in tal senso, come già riportato ieri: il presidente uscente Raoul Ghisletta è stato infatti riconfermato per i prossimi 4 anni.
L'alleanza con Verdi, PC e Pop deve ora guardare avanti. L'eco mediatico dell'uscita dal gruppo da parte di Jacques Ducry è ancora udibile in lontananza, ma il fronte progressista vuole andare avanti nel tentativo di non rimanere oscurati dalla Lega per altri 4 anni. Il come lo ha spiegato il vice capogruppo in Consiglio comunale Carlo Zoppi.
Il PS luganese si è visto rinnovato con l’entrata in CC di diversi volti nuovi e giovani. Un segnale incoraggiante dopo un anno travagliato su tutti i fronti?"Direi proprio di sì. La sinistra ha deciso per un rilancio nel modo di fare politica dando fiducia alle donne e ai giovani mettendo in campo un gruppo rinnovato in gran parte e una nuova capogruppo che sono convito potrà fare bene. Una squadra determinata a rispettare gli impegni presi con i cittadini durante le elezioni. Il nuovo consiglio comunale ha visto l’entrata in campo in tutti i partiti di molti giovani che spero possano portare avanti un nuovo modo di fare politica, priva di rancori personali e steccati ideologici di cui questa città non ha assolutamente bisogno."
Capitolo Ducry. A poco più di un mese dalle elezioni, il vostro pezzo da 90 ha lasciato il gruppo sbattendo la porta. C’è chi parla di screzi con la direzione, chi di “accordo" pre-elettorale per portare voti alla lista per poi staccarsene a piacere: ci può dire qualcosa in merito? Ci sono possibilità di un suo ritorno? Quali le conseguenze per il gruppo in CC?"La lista unitaria voleva unire finalmente un fronte progressista in vista di un importante appuntamento elettorale, scelta che è stata premiata dai cittadini con un buon 16,7% di preferenze. Questo risultato è stato ottenuto dopo un lavoro di dialogo e mediazione che ha portato alla nostra piattaforma, i cui temi sono stati il punto di partenza del fronte progressista. Jacques aveva capito l’importanza del progetto e si era messo a disposizione. Nessun accordo pre-elettorale: i temi vengono prima dei nomi. Sono dispiaciuto che abbia deciso di lasciare il gruppo, è stata una sua scelta e dobbiamo guardare avanti. Il suo stile e la sua esperienza lo rendono una risorsa importante e sono convinto che sui temi condivisi si potrà collaborare nel corso della legislatura."
Quali sono i progetti futuri dell’area progressista per Lugano?"Per dare forza alle nostre azioni dovremo proseguire la via dell’unione progressista puntando a un suo rafforzamento nel corso della legislatura. Dobbiamo coinvolgere tutte quelle aree di pensiero progressista: i partiti, le associazioni che fanno un importante lavoro sul territorio e i cittadini. Per continuare la riflessione organizzeremo delle conferenze, dei workshop e dei brainstorming per sviluppare i temi di forte rilevanza pubblica e costruire proposte condivise. Sarà un esercizio di democrazia partecipativa, una "fabbrica delle idee" che prevede il coinvolgimento diretto delle persone nelle decisioni che le riguardano."
Ultimamente si è parlato molto della crisi del commercio luganese. Il gruppo UDC si è già mobilitato da qualche giorno e ha annunciato di volersi impegnare per un cambiamento. Da parte vostra vi chinerete sul problema?"Il problema del commercio è serio e deve essere affrontato con una strategia globale che coinvolga anche il turismo, la ristorazione e la politica degli eventi. Un cambiamento per quanto considerato da tutti necessario deve essere voluto. In questo momento abbiamo una Lugano che vuole guardare avanti e svilupparsi e un’altra Lugano che non accetta i cambiamenti e che vuole mantenere le proprie rendite di posizione. Obbligando per esempio diversi eventi di successo a spostarsi da Piazza Manzoni in altre zone meno centrali.
Per dare possibilità al commercio di svilupparsi ridurrei il traffico e pedonalizzerei il centro e il lungolago. Sono favorevole a una regolamentazione meno rigida delle autorizzazioni speciali e degli orari d’apertura se le condizioni di lavoro e le retribuzioni del personale restano adeguate. Per trovare delle soluzioni durature è necessaria una collaborazione con gli attori in gioco, privati, Città e ente turistico attraverso tavole rotonde e studi di mercato che aiutino a tracciare le possibili vie da percorrere e le modifiche legali necessarie da apportare."
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