
La montagna si tramutò in lago e la roccia si fece spiaggia. Non è un testo biblico, non è nemmeno il Signore degli anelli. È esattamente quello che succederà nel Basso Ceresio, se si deciderà di utilizzare il materiale di scavo del Gottardo per creare nuove spiagge e nuove rive artificiali tra Maroggia e Riva San Vitale.
L’intera area è interessata da tutta una serie di analisi e studi di fattibilità volti a realizzare opere che ridisegneranno il territorio. Non altro cemento, non altre strade. Questa volta, la rivoluzione risponde ad altri valori: l’ecologia, lo svago, il turismo, il benessere e quindi anche l’economia.
Uno dei programmi in fase di studio riguarda la creazione di nuove aree e di un percorso a lago, laddove oggi l’accesso all’acqua è impedito dalla cesura della linea ferroviaria. L’intenzione è di utilizzare il materiale di scavo non inquinato per creare delle rive artificiali: nuove rive lacustri, nuovi habitat per la fauna ittica, nuove aree pubbliche. E forse il tutto potrebbe essere realizzato con il materiale di scavo prodotto dal raddoppio della galleria del Gottardo. Per ora è solo un’idea ventilata dal Cantone, che sta cercando soluzioni allo smaltimento del materiale scavato, mentre il Canton Uri ha già deciso che lo depositerà nel lago dei Quattro Cantoni. Staremo a vedere.
Intanto la regione immagina il suo futuro e cerca soluzioni alla cementificazione dei decenni passati, per restituire il territorio ai cittadini. Il che ci porta all’associazione Cittadini per il territorio, che con l’Ufficio corsi d’acqua, la Federazione dei pescatori e molte altre realtà, dal WWF all’Ufficio Caccia e Pesca, è stata coinvolta in un altro progetto: 4 work shop coordinati dal comune di Riva San Vitale dedicati alla messa in sicurezza ma anche alla valorizzazione delle rive del Laveggio, ponendo particolare attenzione alla foce. Se i progetti andranno in porto, tra Riva San Vitale e Maroggia il territorio subirà una vera rivoluzione. Il percorso è ancora lungo, ma il consenso sembra allargarsi.
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