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Nuove ombre su Proto
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Nuove ombre su Proto
Redazione
7 anni fa
Le Iene tornano a parlare dell'imprenditore accusato di aver raggirato una malata di cancro

Le Iene tornano a parlare di Alessandro Proto, l'operatore finanziario milanese arrestato lo scorso 11 giugno con l'accusa di truffa pluriaggravata e autoriciclaggio per aver realizzato un raggiro da 130mila euro ai danni di una donna malata di tumore, conosciuta sui social network (vedi articoli suggeriti). La vicenda, lo ricordiamo, era emersa proprio grazie a un servizio della trasmissione di Mediaset.

Ebbene, in un servizio andato in onda ieri sera la Iena Veronica Ruggeri ha incontrato la madre e il fratello dell'affarista milanese, che gli hanno prestato ingenti quantità di denaro e hanno aperto alcuni conti sui quali sarebbero poi confluiti i proventi di altre presunte truffe. Entrambi, va precisato, erano ignari dell'uso che ne sarebbe stato fatto e vogliono fare chiarezza. “Dopo il primo arresto ha cominciato a truffare anche la nostra famiglia con questi investimenti”, ha raccontato il fratello. “Da una parte dico che è colpevole, ma dall’altra parte è un genio. Ed è più diabolico il genio o l’ingenuo?”.

Ma non solo: stando alla trasmissione di Mediaset ci potrebbero essere anche altre delle persone il cui nome è stato associato ad alcuni conti utilizzati da Proto per le sue operazioni. Secondo l'avvocato di una delle vittime “se queste persone sono state utilizzate a loro insaputa sono delle vittime, se invece i conti sono intestati davvero a loro, potrebbero essere complici”.

Il 44enne era già balzato agli onori della cronaca "per aver millantato affari immobiliari con personaggi di fama mondiale e tentativi di scalate ad imprese di primo piano". Nel 2013 era stato indagato dalla Procura della Repubblica di Milano e poi arrestato per manipolazione del mercato ed ostacolo alle attività degli Organi di vigilanza. Il 17 novembre 2017 la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) aveva emesso un divieto d'entrata nei suoi confronti valido fino al 2022. Lo scorso 12 luglio la Procura di Como ha chiesto il rito immediato, che significa processo in aula con dibattimento pubblico.

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