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Ticino
Nuove officine di Arbedo-Castione: «La sfida è restare nei tempi»
Redazione
5 ore fa
A poco più di un anno dall'avvio dei lavori, il progetto prende sempre più forma – Dal 2028, il nuovo stabilimento accoglierà 360 collaboratori e 80 apprendisti, attualmente attivi presso le Officine di Bellinzona. Ma non si tratterà di un semplice trasferimento

A poco più di un anno dall'avvio dei lavori, il nuovo stabilimento industriale ferroviario di Arbedo-Castione prende sempre più forma. A confermarlo, ai microfoni di Ticinonews, è Federico Rossini, capo progetto generale. «Il cantiere è a buon punto. I lavori dell'edificio sono iniziati quattordici mesi fa: abbiamo gettato due terzi del calcestruzzo previsto e abbiamo messo in opera tremila tonnellate di acciaio».

La sfida dei tempi

L'investimento di circa 755 milioni di franchi dal 2028 diventerà il nuovo polo della manutenzione ferroviaria in Ticino. E come ogni opera di queste dimensioni, porta con sé sfide non indifferenti. «Attualmente, la sfida principale è quella di restare nei tempi», sottolinea Rossini. «Vi è un investimento relativo all'edificio di 300 milioni da portare a termine in quasi tre anni e pertanto la mole di lavoro è tanta, ciò che richiede a volte anche il lavoro su doppio turno». Nonostante la complessità, il capo progetto si dice fiducioso: la consegna dell'edificio è prevista per fine marzo 2028.

Un polo unico in Svizzera

Dal 2028, il nuovo stabilimento accoglierà 360 collaboratori e 80 apprendisti, attualmente attivi presso le Officine di Bellinzona. Ma non si tratterà di un semplice trasferimento: il sito di Arbedo-Castione è concepito per essere qualcosa di inedito a livello nazionale, come spiega Giampaolo Lepori, direttore delle Officine di Bellinzona: «È un unicum a livello svizzero. Accoglie tre tipologie di manutenzione: la manutenzione pesante, la manutenzione modulare e la manutenzione leggera. Normalmente sono differenti tipologie di stabilimenti. Noi le avremo tutte sotto lo stesso tetto». Una concentrazione di competenze che, secondo Lepori, aprirà la strada a importanti sinergie operative e a un più efficace trasferimento di know-how tra i lavoratori. Il tutto in un contesto tecnologicamente avanzato, con processi digitalizzati e una manutenzione sempre più orientata agli elettrotreni.

Un futuro per l'industria ferroviaria ticinese

Al di là del cantiere, l'obiettivo del progetto è anche quello di consolidare il ruolo del Ticino nel settore della manutenzione ferroviaria e garantirne un futuro. «Questo è un tassello molto importante per mettere le basi per una longevità dell'industria ferroviaria in Ticino», afferma Lepori. «Ci permetterà di rimanere, di poter portare anche altri prodotti presso il nostro stabilimento e di crescere e sviluppare le competenze dei nostri collaboratori, assicurando anche per le generazioni future un futuro sereno e sano in Ticino».