
Mezzo secolo di passione per il teatro e un obiettivo ambizioso: trasformare l'ex ostello della gioventù di Figino in un centro per il teatro in cui far crescere i giovani talenti del territorio. A promuovere l’iniziativa la Fondazione Claudia Lombardi per il teatro, che stamani ha incontrato la stampa a poche settimane dall’inoltro della domanda di costruzione che di fatto sancisce l’inizio dell’avventura.
"A livello teatrale l'ambizione della Fondazione è creare un vivaio di giovani leve che possano crescere e dare risalto alle produzioni fatte al LAC" spiega Claudia Lombardi, presidente della Fondazione. "Quindi è un coltivare le belle speranze sperando che crescano e che diventino dei fiori all'occhiello per tutto il Ticino".
La struttura sarà anche un centro di residenza artistica, con diverse sale prove oltre ad vero teatro, elemento su cui si concentrerà l’intervento di ristrutturazione il cui costo complessivo si aggira attorno agli 8 milioni. "Questo vecchio ostello è stupendo e tutte le sue strutture verranno mantenute integralmente" spiega l'architetto Lorenzo Felder. "Verrà però fatta un'aggiunta sul retro perché lo stabile ora non dialoga tanto con il luogo. Abbiamo quindi aggiunto un corpo sul retro che sarà una grande sala per spettacoli che si apre sul pendio retrostante. Il bello di questo progetto è che ci sarà la possibilità anche in estate di fare delle rappresentazioni dove il pubblico si potrà sedere sul pendio e guardare la scena all'interno di questo corpo, quindi al chiaro di luna".
Accanto al contenuto culturale ci sarà poi l’elemento turistico e di aggregazione per il quartiere di Barbengo, con l’inserimento nella struttura di un bistrot, di un’agenzia postale e di un B&B con 13 camere. Un mix che risponde bene alla volontà della sua promotrice di far convergere vita culturale, sociale e turistica in un unico punto. Non a caso il progetto prevede anche la creazione di una vera e propria piazza. "Abbiamo l'idea di sviluppare un posto dove i turisti possano entrare in contatto con le persone del posto, si possa bere qualcosa insieme e al tempo stesso approfittare dell'offerta artistica che viene coltivata. Abbiamo bisogno del turismo per far vivere l'arte" conclude Lombardi.
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