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Ticino
Nuova Valascia, gli architetti non ci stanno
Redazione
11 anni fa
Il TRAM ha giudicato irricevibile il ricorso dello studio di Lugano. La CAT si dice pronta a presentarne un secondo per chiarire l'assegnazione di commesse pubbliche

“Si è persa l’occasione per chiarire il senso di un sussidio da erogare a un’entità privata, come la Valascia Immobiliare Sa, che ha indubbiamente un impatto sul territorio.” Così la Conferenza delle Associazioni tecniche del Cantone Ticino (CAT) commenta la decisione del TRAM di giudicare irricevibili il ricorso inoltrato da un architetto contro l’assegnazione a mandato diretto del progetto per la nuova Valascia. Per il TRAM, il ricorso è stato ritenuto irricevibile perchè non è stato firmato un contratto fra committente e architetto, ma un gruppo di privati si è detto pronto a finanziarlo.

Nella seduta del 24 marzo scorso, il Gran Consiglio aveva approvato il sussidio, di oltre 4 milioni di franchi, per la realizzazione dell’impianto sportivo. Dalla richiesta del credito era stata stralciata la parte relativa alla progettazione. Decisione presa dopo la notizia del mandato diretto assegnato a Mario Botta. Un modo di procedere che la CAT ritiene estremamente pericoloso e si dice pronta a ricorrere nel momento in cui la Valascia Immobiliare SA e Mario Botta firmeranno un effettivo contratto, in modo che il TRAM non possa più giudicare il ricorso irricevibile.

“Ricevendo dei sussidi che superano il milione di franchi, anche le società private sono assoggettate alla legislazione sulle commesse pubbliche. Per non dover assoggettare la progettazione alle regole sulle commesse pubbliche, il Consiglio di Stato reputa lecito scorporare la parte, pro rata e non il valore effettivo, concernente la progettazione dal resto del progetto oggetto del sussidio. In altre parole, seguendo la singolare interpretazione del CdS, per non dover essere assoggettati alla legislazione sulle commesse pubbliche basta rinunciare a una minima parte del sussidio riferibile a una determinata parte di commessa e il gioco è fatto. La CAT ritiene tale interpretazione pericolosa per le conseguenze future. Una decisione di merito del TRAM sarebbe stata molto utile. Ora non resta che un intervento tramite il Parlamento per definire dei chiari paletti alfine di evitare simili interpretazioni abusive. Un'altra possibilità teorica sarebbe di ricorrere al momento in cui ci sarà un effettivo contratto tra committente e architetto.”

In pratica la CAT chiede che sia definito un modo di precedere chiaro nell'assegnazione delle commesse pubbliche o tramite una decisione del Parlamento o tramite una sentenza del TRAM.

E malgrado l’esito di un possibile ricorso, per la CAT restano problematici altri aspetti legati all’assegnazione dei lavori: “il problema rimane, non solo per le modalità di scelta del progetto e dell'architetto, ma pure per la scelta dell'ingegnere civile e degli specialisti. L'adozione delle giuste procedure per la scelta del migliore progetto e dei relativi professionisti rimane un tema da risolvere al più presto. La CAT è in contatto con la Valascia Immobiliare SA per discutere il seguito delle modalità di aggiudicazione di tali mandati.”

Interpellato dai colleghi di TeleTicino, il presidente dell'HCAP Filippo Lombardi, non nasconde la sorpresa per il comunicato: "Abbiamo programmato un incontro con la CAT per la prossima settimana. Prima di allora non comunicheremo i prossimi passi, ma il comunicato odierna mi ha sorpreso." Lombardi ritorna poi sulla decisione del TRAM:"Un contratto fra committente e architetto non c’è, è vero. Ma è una cosa che era chiara sin dall'inizio, se non lo è stato chiedo venia. Un gruppo di privati si è detto pronto a offrire il progetto. Se questi privati devono mettersi d’accordo con l’architetto lo faranno loro. È stato spiegato anche al TRAM che l'ha tenuto in conto prima di prendere una decisione sul ricorso."

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