
“Gentile signora, egregio signore. Le attività sportive, ricreative e associative costituiscono una risorsa indispensabile per i bambini e i giovani del nostro Cantone. Purtroppo, come ricordato da vari fatti di cronaca, nessuna struttura è al riparo dal fenomeno delle molestie e dell' abuso sessuali su bambini e adolescenti”.
Comincia così la lettera del Governo inviata negli scorsi giorni alle 39 federazioni sportive e agli oltre 900 club ticinesi. Una missiva accompagnata da tre fascicoli informativi che dà il via al programma di prevenzione cantonale avviato dopo gli orrori venuti alla luce con il caso Bomio, l’allenatore di nuoto bellinzonese che per oltre trent’anni abusò dei suoi giovani atleti. Una storia raccapricciante che ha spinto il Consiglio di Stato ad agire non solo a livello scolastico ma anche sportivo.
Nel concreto, il programma firmato Sanità e socialità, Istituzioni e Cultura e sport intende prevenire, informare, formare. Ad esempio, aiutando coach e allenatori a capire come si può smascherare l’abuso di un collega, consigliando loro a chi rivolgersi in caso di molestie o ancora indicando come approcciarsi a un bambino.
Presentato stamane dal direttore del DSS Paolo Beltraminelli e dalla delegata per l'aiuto alle vittime di reati Cristiana Finzi, il progetto prevede anche l'introduzione di una carta etica cantonale per ogni collaboratore di società sportive. Sottoscrivendola, ci si impegna morlamente a favore dei diritti del bambino.
È questo un primo passo verso un lavoro incentrato sulla prevenzione, al quale seguiranno anche vari corsi formativi di aggiornamento e conferenze sul tema.
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