
Che fine hanno fatto le 243 denunce inoltrate contro Giuliano Bignasca? A chiederlo al Gran Consiglio sono 1400 cittadini che hanno sottoscritto la petizione “Fate giustizia in via monte Boglia”, consegnata questa mattina a Bellinzona dall’associazione BelTicino. “Serve maggiore trasparenza”, ha detto Giancarlo Nava, vice presidente dell’associazione che da un anno circa lotta contro quello che definisce l’imbarbarimento del linguaggio politico cantonale. Una domanda, quella della trasparenza, che inevitabilmente chiama in causa anche la magistratura. Motivo per cui BelTicino ha deciso di inviare firme e petizione anche al Consiglio della magistratura affinché valuti, citiamo, “se vi sono state trattazioni manchevoli o intempestive da parte di alcuni magistrati” “Il signor Giuliano Bignasca è sempre stato trattato dal ministero pubblico come qualsiasi altro cittadino”, scriveva la magistratura nel novembre del 2011, in risposta ad un articolo apparso sul Caffè. Nella nota la magistratura parlò di 243 denunce, 233 delle quali erano già state evase. Una risposta che tuttavia oggi non soddisfa BelTicino che chiede quante di queste “pratiche evase” in realtà sono denunce cadute in prescrizione. Consegnata la prima petizione, da domani l’associazione partirà con una nuova raccolta firme. Una sorta di secondo atto nel quale si chiede al Gran consiglio come mai Giuliano Bignasca continui a sedere in Municipio a Lugano, nonostante la legge organica cantonale, la LOC, vieti espressamente che persone condannate penalmente possano rivestire cariche pubbliche a livello locale. fp
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