
"Sembrerebbe imminente l’annuncio della partenza dal territorio cantonale del Gruppo Kering, multinazionale della moda". A sostenerlo è il partito comunista che in un'interpellanza al Governo, chiede una conferma della delocalizzazione del gruppo.
"Se confermata, questa notizia non solo dimostrerebbe le problematicità strutturali del settore dei beni di lusso, ma sarebbe la conferma ulteriore che la politica degli sgravi fiscali portata avanti dal governo e dalla maggioranza parlamentare non risulta essere utile a trattenere un certo tipo di azienda" ritengono i deputati Massimiliano Ay e Lea Ferrari nell'atto parlamentare.
"Stiamo peraltro parlando di un gruppo" proseguono, "che ha annunciato nei giorni scorsi la conclusione del suo contenzioso con l'Agenzia delle entrate in Italia che comporta non solo il pagamento di una maggiore imposta ma anche di sanzioni".
I due deputati chiedono quindi al Governo quali conseguenze avrà la delocalizzazione sul piano occupazionale per il territorio ticinese e come pensa di intervenire il Cantone a tutela dei posti di lavoro. Inoltre se il gruppo ha mai avuto vantaggi a livello fiscale e, in caso affermativo, da quanti anni beneficia di agevolazioni fiscali ai sensi della LInn. "Qualora l'intervallo dovesse risultare inferiore a 5 anni rispetto alla paventata delocalizzazione, intende il Consiglio di Stato esercitare la relativa clausola di restituzione (art. 11 cpv. 4 RLInn)?"
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