
L’Associazione ticinese per l'autonomia dei Comuni (ATAC) comunica di aver preso atto "con sconcerto" della decisione del Tribunale Federale di respingere il ricorso di 81 cittadini contro l’aggregazione di 13 Comuni del Bellinzonese.
A sconcertare non è la decisione in sé, spiega l'associazione, "anche perché a questo stadio non ne possono ancora essere conosciute le motivazioni", piuttosto la tempistica adottata dal Tribunale, "che risulta corrispondere in tutto e per tutto con la tempistica che da almeno un mese era stata prevista con assoluta certezza da più voci di politici e sindaci della regione".
"Ciò fa supporre" prosegue ATAC, "che il Tribunale federale abbia subito delle indebite pressioni politiche e che dallo stesso siano uscite informazioni protette dalla discrezione d’ufficio. Non è la prima volta che succede: basti pensare che alcuni anni fa l’ATAC aveva già avuto modo di sporgere una denuncia contro ignoti per questo modo di agire che mette in cattiva luce l’operato dell’Alta Corte di Losanna".
L’ATAC ritiene che sarebbe bello se venisse fatta luce, attraverso un’adeguata inchiesta, sull’accaduto, "che alimenta perplessità e dubbi sul funzionamento corretto della democrazia e della divisione dei poteri politici e giudiziari".
L’ATAC si dice dispiaciuta per il fatto che i Bellinzonesi non potranno decidere autonomamente su un progetto aggregativo diverso da quello proposto, aggiungendo che ha fatto tutto il possibile per aiutare i cittadini che auspicavano una soluzione democratica "in linea con i valori costituzionali".
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