
Negli scorsi giorni la Commissione di studio del Progetto di Aggregazione del Bellinzonese (di cui fanno parte i rappresentanti dei 17 Municipi) si è riunita per stilare un bilancio delle serate pubbliche che si sono svolte negli ultimi due mesi e per pianificare l’attività futura in vista della votazione consultiva in programma il prossimo 18 ottobre.
Nei mesi di aprile, maggio e giugno sono state organizzate 16 serate pubbliche (una per ogni Comune coinvolto nel Progetto di Aggregazione, di cui una congiunta per Preonzo e Moleno). In totale tra la prima e la seconda fase di informazione sono quindi state fatte 32 serate. La Commissione di studio ritiene che l’obiettivo di informare adeguatamente la popolazione interessata sia stato raggiunto:
"Le serate sono state tutte ben frequentate, con in totale, alcune migliaia di partecipanti. Gli interventi del pubblico (anche critici) hanno dimostrato come l’interesse per il Progetto di Aggregazione sia elevato. Onde raggiungere anche le persone che non hanno partecipato alle serate in questione, la Commissione di studio ha pianificato nei prossimi mesi una serie di attività per permettere di illustrare i contenuti del Progetto al grande pubblico".
Durante le serate pubbliche sono emerse alcune osservazioni critiche che vertevano in particolare su quattro aspetti, che la Commissione intende approfondire qui di seguito:
Salvaguardia del territorioOggi ogni Comune pensa a se stesso anche dal punto di vista territoriale, ognuno vuole avere la propria zona residenziale, la propria zona artigianale, ecc. La creazione di un unico Comune permetterà di avere una visione più razionale su tutto il territorio del Bellinzonese, di preservare gli spazi verdi che già oggi esistono e di intervenire solo laddove lo si reputa davvero necessario. La legislazione in materia, del resto, permette una densificazione nelle aree centrali degli agglomerati, per cui non sussiste alcun pericolo di sviluppo edilizio in periferia. A medio-lungo termine gli attuali piani regolatori verranno unificati in un nuovo unico strumento che avrà per scopo quello di garantire un uso razionale e parsimonioso del nostro prezioso territorio, salvaguardandone anche a vantaggio delle generazioni future le peculiarità principali.
Mantenimento dei servizi in locoIn ognuno dei 18 quartieri del nuovo Comune vi sarà uno sportello aperto giornalmente nel quale poter svolgere le pratiche di base (richiesta di documenti, controllo abitanti, autentificazioni, flexicard, autorizzazioni, ecc.). Un vantaggio rispetto ad oggi: a questi sportelli si potranno rivolgere tutti i cittadini del nuovo Comune, indipendentemente dal loro quartiere di residenza. Per le pratiche più specialistiche (come ad es. le domande di costruzione) verranno creati degli uffici dislocati nei punti strategici del nuovo Comune in diverse delle attuali case comunali.
Valorizzazione delle identità localiLe comunità locali saranno il fulcro del nuovo Comune. Gli enti, le associazioni, i patriziati e le parrocchie verranno sostenuti e incentivati ad attivarsi sul territorio. Le commissioni di quartiere, coadiuvate da un funzionario amministrativo presente nei quartieri, fungeranno da supporto e collegamento con l’autorità politica. Alla luce di una recente mozione inoltrata dal deputato Gianrico Corti al Gran Consiglio, si sta valutando la possibilità di un successivo allargamento delle competenze e della partecipazione attraverso la costituzione di assemblee di quartiere. La creazione di un unico Comune faciliterà le sinergie tra i diversi enti e la partecipazione della popolazione del Bellinzonese alle attività organizzate localmente.
Garanzie per il personaleTutti i collaboratori degli attuali Comuni hanno la garanzia di essere confermati con le attuali condizioni salariali di partenza. Il numero di dipendenti attualmente impiegati nei diversi Comuni è ritenuto sufficiente ma non eccessivo per rapporto all’organizzazione del nuovo Comune (spesa per il personale comunque proporzionalmente inferiore alla media cantonale). Grazie alle conoscenze e all’esperienza accumulate i collaboratori degli attuali Comuni continueranno a svolgere i propri compiti sul territorio, ma integrati in un’organizzazione più efficace ed efficiente, con prospettive professionali più interessanti.
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