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Nuova Bellinzona, e ora?
Nuova Bellinzona, e ora?
Nuova Bellinzona, e ora?
Redazione
11 anni fa
Norman Gobbi sembra escludere la fusione coatta per i 4 comuni che hanno respinto l'aggregazione

13 comuni su 17 hanno approvato l'aggregazione del Bellinzonese. Ci si aspettava la bocciatura di Lumino e Sant'Antonino, ma non quelle di Cadenazzo e Arbedo-Castione.

E ora che si fa? Radio 3i lo ha chiesto al direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.

"L'aspetto positivo è che c'è comunque c'è un nucleo forte di comuni che hanno aderito" afferma il consigliere di Stato. "Evidentemente il fatto che i comuni più periferici abbiano votato contro deve essere un monito alla nuova città, perché abbia attenzione e cura di tutto il territorio, anche quello più periferico."

"Peccato soprattutto per Arbedo-Castione, che è un comune importante del comprensorio, a livello di popolazione ma anche del territorio" aggiunge Gobbi.

"Dovremo analizzare nei prossimi giorni i risultati, non solo dal punto di vista numerico ma anche sul territorio" prosegue il ministro. "Perché oggi abbiamo per esempio Claro che sarebbe completamente staccata dal resto del Comune."

Radio 3i ha chiesto a Gobbi se ipotizza una fusione coatta.

"È prematuro dirlo" risponde il consigliere di Stato. "Il NO abbastanza secco a Lumino, Arbedo-Castione e Sant'Antonino sembra escludere questa eventualità. A maggior ragione per Cadenazzo, visto che è un comune periferico."

La Nuova Bellinzona andrà comunque avanti? "L'aggregazione non è a rischio" afferma Gobbi. "Il nucleo grosso a livello di agglomerato c'è e questa è un'ottima premessa. Si tratta comunque di un risultato positivo, è la prima volta che in Svizzera un progetto di aggregazione così grande raccoglie questo successo. Il fatto che il progetto sia arrivato a buon termine in buona parte dei comuni dimostra che si è lavorato bene."

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