
Bisogna rivotare sulla Nuova Bellinzona. È quanto sostiene il già consigliere comunale PPD a Camorino, Lauro Rotanzi, in un'opinione pubblicata oggi da La Regione.
Rotanzi ritiene che il NO espresso dai cittadini di Cadenazzo, Sant'Antonino, Arbedo-Castione e Lumino "rappresenti una pesante tara per l'embrionale nuova Bellinzona a 13."
Con il voto negativo di questi quattro Comuni, "viene a mancare un quinto di popolazione, di superficie territoriale e di gettito fiscale", fa notare il popolare democratico. "Cosa non trascurabile se si tiene pure conto che gli aiuti cantonali saranno rivisti al ribasso."
Rotanzi si chiede quindi "se sia opportuno andare avanti nella creazione della nuova Città senza consultare nuovamente la popolazione dei 13 comuni espressisi favorevolmente."
Egli evidenzia che "il progetto originale si è notevolmente modificato" e che quindi "fra chi ha detto SÌ alla Bellinzona a 17 potrebbero esserci dei cambiamenti di orientamento se rapportati alla nascita di una nuova e impoverità entità a 13."
"Una nuova chiamata alle urne appare quindi doverosa e irrinunciabile sulla base di un nuovo scenario e con l'aggiornamento dei dati basato sull'accorpamento a 13" conclude Rotanzi, sottolineando che se il Consiglio di Stato dovesse per contro decidere di portare avanti il progetto, "è probabile che il dossier su questo disegno aggregativo approdi al Tribunale federale, con la semplice richiesta di annullare il tutto e di richiamare i cittadini alle urne."
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