
Lo scorso 16 aprile il deputato MPS Matteo Pronzini aveva inoltrato un'interrogazione al Consiglio di Stato in cui chiedeva se il Municipio di Bellinzona utilizzasse "correttamente i fondi pubblici" (vedi articoli suggeriti).
L'atto parlamentare, ricordiamo, prendeva spunto da una vicenda risalente al 2018. A detta del deputato, il Municipio di Bellinzona avrebbe cercato di screditarlo politicamente, propagandando affermazioni false, non veritiere e diffamatorie nei suoi confronti e coinvolgendo pure un dipendente della Città. Ciò avrebbe costretto Pronzini a denunciare quest’ultimo per diffamazione nel maggio 2018. Per ammissione del segretario comunale e del patrocinatore del dipendente, il Comune di Bellinzona - tramite il Municipio - avrebbe assunto le spese legali per la difesa del funzionario nella procedura penale.
Negli scorsi giorni il Governo ha risposto "in termini generali" alle domande del deputato, prescindendo dall’entrare nel merito del caso in questione, che peraltro lo coinvolge personalmente. Per il Governo "rientra nell’autonomia comunale valutare e decidere - nel rispetto delle competenze e delle prerogative degli organi comunali - se ricorrono gli estremi per assumere da parte del Comune le spese di patrocinio di un funzionario comunale coinvolto in una procedura giudiziaria (penale o civile) per fatti direttamente attinenti alla sua funzione di dipendente". La Legge organica comunale (LOC), infatti, "non lo vieta".
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