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"Nulla permette di dire che l’insegnante non sia adeguata"
"Nulla permette di dire che l’insegnante non sia adeguata"
"Nulla permette di dire che l’insegnante non sia adeguata"
Redazione
8 anni fa
Il Governo ha risposto all'interrogazione di Massimiliano Robbiani sulla docente di tedesco: "Non promuove il suo libro a scapito dell'insegnamento"

L'insegnamento della docente di tedesco recentemente finita al centro di una bufera mediatica è stata sottoposta a regolari verifiche. Su alcuni aspetti di dettaglio "la docente è stata richiamata, ma nulla di quanto è stato riscontrato permette di dire che l’insegnante non sia adeguata o che le classi siano in ritardo sul programma". Lo ha ribadito il Consiglio di Stato rispondendo all'interrogazione presentata la scorsa settimana dal deputato leghista Massimiliano Robbiani (vedi articoli suggeriti).

La donna, ricordiamo, era stata contestata dagli studenti delle scuole medie presso le quali insegnava (Mendrisio e Morbio), con delle lettere inviate alle rispettive direzioni, nelle quali lamentavano i metodi di insegnamento e le presunte assenze per promuovere il suo libro. Uno scritto che era pure finito al centro dell'atto parlamentare del deputato leghista. Il Governo, prima di entrare nel merito delle questioni, ha bacchettato lo stesso Robbiani per alcuni contenuti inutilmente polemici. "Gli inviti a commentare il contenuto del già menzionato libro risultano del tutto fuori posto nel quadro di una simile risposta". 

Il libro della discordia e le presunte assenze 

Da parte sua il Governo ribadisce di non avere la competenza di "ergersi a censore di quanto contenuto nel libro menzionato". Il sostegno del DECS al libro "è analogo a quello attribuito a numerose altre pubblicazioni nel quadro dell’aiuto all’editoria in lingua italiana nel nostro Paese". Nonostante l'opinione degli autori "è e rimane del tutto discutibile", il Consiglio di Stato ritiene che non può essere censurata semplicemente perché non condivisa. Inoltre, a detta del Governo, la donna "non ha mai ricevuto permessi per assenze di questo tipo". Le sue assenze "sono sempre state giustificate da motivazioni previste dalla legislazione sul personale, sia a Mendrisio che a Morbio Inferiore". In sostanza dunque la docente "non promuove il suo libro a scapito di un corretto insegnamento".

Il Consiglio di Stato ha pure ritenuto inopportuno commentare altrettante presunte frasi sopra le righe (i commenti che sarebbero stati rivolti agli allievi dei livelli B e l'amicizia con la direttrice del liceo che sarebbe stata più volte sbandierata in classe) "alle quali, sempre che siano state effettivamente pronunciate, si possono dare molti significati". 

La qualità dell'insegnamento

Tornando alle polemiche sulla qualità dell'insegnamento e ad alcune presunte affermazioni fuori luogo, il Governo ha spiegato che, per quanto riguarda gli aspetti legati alla vigilanza scolastica, la situazione oggetto dell'interrogazione "è conosciuta da tempo dalle diverse istanze del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS)", che "usualmente non rende pubbliche le proprie verifiche".

Le modalità con le quali la vicenda viene affrontata nell'atto parlamentare e nella campagna mediatica, precisa il Governo, "permettono di osservare come manifestamente si stanno mescolando impropriamente questioni molto diverse, che vanno dal contenuto del già menzionato libro alle accuse inerenti a presunte assenze improprie della docente da scuola, dai dubbi sulla qualità dell’insegnamento a elementi connessi con la nazionalità e al domicilio dell’insegnante. Tutte cose che è bene tenere separate tra loro, perché di portata e di significato diverso".

Le diverse istanze del DECS hanno condotto già dall’anno scolastico 2017/2018 verifiche inerenti alle competenze professionali dell’insegnante, l’unico ambito inerente alla sua necessaria vigilanza sui docenti. "Nessuna osservazione di genitori inerente a potenziali problemi connessi direttamente con l’insegnamento da parte dei docenti è mai stata presa alla leggera dalle autorità scolastiche, ma altrettanto facciamo notare come la vigilanza deve riferirsi a dati oggettivi e duraturi".

Come detto, l'insegnamento della docente è stata sottoposta a regolari verifiche. Su alcuni aspetti di dettaglio "la docente è stata richiamata, ma nulla di quanto è stato riscontrato permette di dire che l’insegnante non sia adeguata o che le classi siano in ritardo sul programma".

Il presunto cambio di residenza

Sul presunto doppio cambio di residenza, ipotizzato dal deputato, il Governo ha preferito non entrare nel merito, in quanto "la domanda non risulta pertinente rispetto ai problemi evocati dall’interrogazione".

I genitori sono stati ascoltati 

Già nel luglio 2018, spiega il Governo, la Sezione dell’insegnamento medio aveva riassunto in una lettera ai rappresentanti dell’assemblea dei Genitori della scuola media di Mendrisio cosa fosse stato messo in campo dalla direzione di istituto e dalla stessa sezione a riguardo della verifica dell’insegnamento della docente. A scadenze regolari, su richiesta della sezione, l’esperta di materia e la direttrice di Mendrisio hanno assistito alle lezioni dell‘insegnante, rassegnando puntualmente i loro rapporti; allo stesso modo le verifiche sono continuate nel corrente anno scolastico ad opera dei direttori di Mendrisio e Morbio Inferiore, nonché dell’esperta di materia.

"Pur comprendendo le legittime preoccupazioni di genitori e allievi, si coglie l’occasione per stigmatizzare la “messa alla berlina” con toni e con una veemenza fuori misura di una persona che svolge il proprio lavoro. Problemi o incomprensioni tra famiglie e docenti sono sempre possibili, la discussione attorno all’insegnamento deve essere aperta, le verifiche (come nel caso di specie) vanno condotte dall’autorità scolastica tempestivamente e con rigore, ma nella misura in cui si arriva sostanzialmente a chiedere tramite i media il licenziamento di un docente che è stato tempestivamente valutato a seguito di osservazioni puntuali, ben si può comprendere perché di quando in quando la classe insegnante manifesti legittimi timori nei confronti di eccessive ingerenze quanto alla propria professione. Le istanze scolastiche rimangono a disposizione di comitati e assemblee genitori per incontri esplicativi, ma questo genere di fattispecie va ricondotta ad una dimensione di discussione franca e rispettosa tra la scuola, le famiglie e gli allievi" conclude il Governo.

Nel TG di TeleTicino delle 18.45 l'intervista al direttore del DECS Manuele Bertoli e alla capo Sezione insegnamento medio Tiziana Zaninelli

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