
La prima sessione del 2018 di Gran consiglio si è aperta con un tema - quello di reintrodurre la possibilità di congiunzione delle liste nelle candidature per l'elezione di Municipi, Consigli comunali, Gran Consiglio e Consiglio di Stato - che era stato al centro di un clamoroso pareggio 42 a 42 nel corso della sessione di dicembre (vedi articolo suggerito).
I deputati si sono infatti chinati sull'iniziativa parlamentare del 13 marzo 2017 presentata nella forma generica da Lara Filippini e cofirmatari "Modifica della Legge sull'esercizio dei diritti politici (LEDP)". La proposta è stata avanzata da La Destra ed è sostenuta da un'insolita alleanza tra Lega, PS e parte dei verdi. Contrari PLR e PPD.
Ma la maggioranza dei deputati ha respinto l'iniziativa: contrari alla proposta 42 deputati, PPD e PLR appunto, che hanno accolto il rapporto di maggioranza del liberale Franco Celio.
L'opportunità della congiunzione delle liste, ricordiamo era stata soppressa nel 2002. Da allora, chi vuole collaborare deve formare una lista unica "a discapito", dicono i favorevoli, "delle minoranze e delle peculiarità". Mentre per PLR e PPD il rischio è quello di creare alleanze puramente tecniche.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

