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Nubi oscure sull'OSI
Nubi oscure sull'OSI
Nubi oscure sull'OSI
Redazione
10 anni fa
Futuro a rischio per l'Orchestra della Svizzera italiana, che vedrà ridursi considerevolmente il contributo dalla SSR

Cattive notizie per l'Orchestra della Svizzera italiana (OSI) sono giunte ieri da Lucerna, dove si è svolto un incontro tra una delegazione della FOSI (Fondazione per l'Orchestra della Svizzera italiana) e i rappresentanti della SSR.

Quest'ultima ha infatti deciso di disimpegnarsi progressivamente dall'orchestra, a partire dalla scadenza dell'attuale convenzione, prevista il 31 dicembre 2017.

La nuova convenzione proposta dalla SSR all'OSI non prevede più né contributi diretti né prestazioni in natura, ma solo l'acquisto di un determinato numero di servizi (cioè concerti e registrazioni), per un valore che andrà riducendosi dai 3 milioni del 2018 a un solo milione nel 2023.

Si tratta di un vero e proprio salasso per l'OSI, che se vorrà garantire la propria continuità dovrà trovare altri finanziatori. Oggi, su un budget di 8 milioni di franchi all'anno, il Cantone versa 4 milioni tramite la Lotteria intercantonale, mentre la Città di Lugano mezzo milione. E sono proprio questi due enti, insieme ai privati, che la FOSI intende coinvolgere nelle discussioni sul futuro dell'orchestra. Perché la nuova convenzione, sottolinea la FOSI, "non permetterebbe all'OSI di proseguire l'attività svolta oggi."

La SSR, dal canto suo, sostiene che sull'arco dei sei anni la riduzione del sostegno complessivo sarebbe pari solo al 10% del budget dell'orchestra e auspica "la ricerca di una soluzione sostenibile e condivisa, concordata senza pressioni politiche che non giovano all'obiettivo comune."

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