
Peggio di così non poteva andare.
Durante lo scorso mese di agosto la piscina di Carona ha registrato un calo di affluenza di oltre il 70% rispetto all'anno precedente, da 10'993 a 3'730 entrate.
Un crollo che fa seguito a quello del mese di luglio, che ha visto 5'254 entrate a fronte delle 13'995 dell'anno scorso.
A mitigare il disastroso quadretto c'è stato il mese di giugno, quando grazie al buon soleggiamento è stato registrato un lieve aumento di bagnanti, da 4'670 a 5'420.
Il bilancio complessivo dell'estate resta comunque disastroso, così che in paese sono in molti a parlare di possibile e definitiva chiusura della piscina.
A loro dà oggi voce La Regione, che ha intervistato il direttore del Dicastero sport della Città di Lugano, Roberto Mazza, per conoscere i possibili scenari futuri della piscina.
Secondo Mazza la chiusura definitiva della piscina di Carona è un'opzione per ora non paventata. Ma, "considerata la situazione non possiamo esimerci dal discutere quanto prima possibili forme di rilancio della struttura balneare."
"A bocce ferme, ovvero a conclusione della stagione estiva, e nell'ottica del previsto risanamento finanziario del Comune, dovremo pensare a cosa fare nei prossimi anni della piscina di Carona e, più in generale, del quartiere, così come vale per la Valcolla" ha aggiunto il direttore del Dicastero sport. "Li vogliamo sportivi, dormitori, residenziali o altro? Si tratta di importanti scelte di strategia, si tratta di capire come, dove e se investire..."
Mazza sostiene che se si vuole mantenere la piscina di Carona occorrerà rivalorizzarla, con un occhio ai costi e un altro ai ricavi, in un'ottica a lungo termine. Il tutto "non senza ascoltare i pareri della popolazione; questo studiando nel contempo una sinergia con i comparti sportivi vicini, siano tennis o campi da calcio."
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