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Ticino
Nubi all'orizzonte sulla passerella sul Verbano
Nubi all'orizzonte sulla passerella sul Verbano
Nubi all'orizzonte sulla passerella sul Verbano
Redazione
8 anni fa
La STAN pronta a fare ricorso sul progetto: "Viola molte leggi". Anche il PS sul piede di guerra: "Vogliamo un dibattito democratico"

Si è tenuto ieri sera il primo dibattito pubblico sulla passerella galleggiante che vuole collegare Ascona con le Isole di Brissago. Una serata organizzata dalla trasmissione Modem di Rete Uno nell’Aula Magna del Collegio Papio, a cui ha partecipato un folto gruppo di persone, interessate a conoscere il progetto (denominato WoW - Walk on Water), promosso da un gruppo di imprenditori ticinesi. Il progetto prevede la posa di 200mila cubi di polietilene, che permetteranno di camminare sull'acqua per 3,2 chilometri. Lungo il percorso sono previsti punti di ristoro, servizi igienici, zone d'ombra, e attracchi per navette. La durata dell'esercizio è limitata a 5 anni, al termine dei quali verrà ripristinata la situazione preesitente. Il costo stimato dell'opera è di 25 milioni di franchi, interamente a carico dei privati. 

La passerella ha già superato un primo esame, con il Consiglio di Stato che ha approvato la modifica del Piano cantonale dei sentieri escursionistici (la passerella fluttuante è infatti stata classificata come percorso pedonale a tutti gli effetti). Ora si apre una seconda tappa, all'interno della quale ci sarà spazio per valutare le criticità sollevate. E dalla serata di ieri è emerso che l'opposizione è dietro l'angolo. Il vicepresidente della Società ticinese per l’arte e la natura (STAN) Benedetto Antonini ha già preannunciato che farà ricorso contro la decisione preliminare del Governo. Ticinonews lo ha contattato per capire le motivazioni. 

"Prima di tutto, dal profilo giuridico, il progetto è contrario a molte leggi" spiega Antonini. "Non si può costruire così semplicemente sul lago. La natura e il paesaggio sono dei beni da tutelare. Siamo in contatto con un legale per chiarire tutti i dettagli giuridici. Dal profilo tecnico ci sono poi molte cose che non stanno in piedi. E nonostante le pecche il Consiglio di Stato ha dato l'avvallo senza dibattiti né approfondimenti, mettendo praticamente il carro davanti ai buoi". 

"Riteniamo inoltre" aggiunge Antonini, "che il progetto è un brutto plagio di quello di Christo sul lago d'Iseo. Almeno, in quell'occasione, si trattava di un progetto artistico. Ma qui si tratta di una mera azione commerciale, con punti di ristoro, souvenir, cianfrusaglie e chioschi. È una gran volgarità proporre questo tipo di turismo nella nostra regione, senza garanzie di successo e che porterà nuovi problemi di traffico. Verrebbero infatti a mancare importanti posteggi". 

Per questo motivo l'opposizione è pronta a partire: "Faremo ricorso al Tribunale cantonale amministrativo, assieme alla società mantello nazionale Heimatschutz e la Fondazione Svizzera della tutela del paesaggio. Il termine ultimo per inoltrare il ricorso è il 18 gennaio".

Anche dal PS di Locarno si sono sollevate voci critiche sul progetto, già soprannominato "eco-mostro". Il partito è intenzionato a portare avanti la battaglia dal punto di vista politico: "Ci batteremo per un dibattito democratico" afferma il consigliere comunale di Locarno e vice-presidente del partito socialista Fabrizio Sirica. "Il lago dovrebbe essere di tutti e la popolazione non è stata coinvolta". A preoccupare, in particolare, i costi che potrebbero ricadere sulla collettività: "Anche se non sono in ballo soldi pubblici, bisognerà fare i conti con i rifiuti, l'inquinamento, la tutela del territorio, le emergenze, la sicurezza. Insomma tutta una serie di cose che potrebbero ricadere sui cittadini, i quali, visti i prezzi, potrebbero essere anche esclusi da questa attrattività".  

"Per noi è importante che il progetto non passi in sordina e che il dibattito sia il più ampio possibilie, con il coinvolgimento dei comuni" aggiunge Sirica. Non è escluso, ma se ne parlerà più avanti, che si possa lanciare un referendum facoltativo, come fatto a Losone sul centro asilanti per capire i sentimenti della popolazione.

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