
«Una strada ciclabile è una strada a 30km/h in cui le precedenze non quelle classiche da destra, ma vengono date al flusso che segue il percorso ciclabile, favorendo i ciclisti che transitano lungo questo percorso. Inoltre, c'è una nuova segnaletica, dei pittogrammi al suolo e in questo caso a Locarno è stata sperimentata anche una superficie verde per dare maggiore attenzione al ciclista da parte degli altri utenti della strada». A spiegarci questo nuovo modello, in fase di sperimentazione in Via Bramantino a Locarno da fine 2025 e per 12 mesi, il Capoufficio della mobilità lenta e del supporto del Cantone Tiziano Bonoli. «Questa è una prima misura sperimentale per il Cantone. Sono provvedimenti che esistono già Svizzera interna e la strategia "Bici 2045" ha voluto portare queste innovazioni per poterle sperimentare, e speriamo in futuro introdurle a tutti gli effetti».
Il boom della mobilità lenta
Il progetto mira a favorire la mobilità lenta, in particolare la bicicletta, ma anche rendere più attenti gli altri utenti della strada alla presenza di ciclisti in zone molto frequentate. «Noi abbiamo visto che con il passare degli anni la mobilità lenta, soprattutto ciclabile, è aumentata sensibilmente» ci illustra il direttore della Divisione urbanistica e infrastrutture per il Comune di Locarno André Engelhardt. «Il passaggio sulla nuova passerella sul fiume Maggia è aumentato del 22% in pochi anni e vi transitano quasi 2000 biciclette ogni giorno. L'esigenza di spostamento quindi c'è, e noi cerchiamo di favorirla». I primi riscontri, raccolti anche durante una serata informativa, sono stati positivi e non sono stati segnalati problemi relativi alla sicurezza, continua. «Dal lato del ciclista c'è una maggior percezione di sicurezza e di come muoversi, e dal lato dell'automobilista c'è un maggior rispetto verso il ciclista, anche accentuato dalla segnaletica che mette in evidenza un differente regime rispetto al solito».
Un futuro di strade ciclabili?
Una prima ticinese che sarà analizzata fino a fine anno per capire se potrà essere implementata anche altrove (ad esempio a Minusio si sta già valutando un test simile). Ma prima bisogna sperimentare, identificare vantaggi ed eventuali criticità. «Faremo verifiche di tipo qualitativo e quantitativo, sondaggi e un rilevamento dei movimenti lungo la strada, per avere dei risultati concreti», chiarisce Engelhardt. «Sarà fondamentale valutare com'è percepita dalla popolazione e dall'utenza, per poi fare un bilancio e capire come replicare questo modello in altre parti del Cantone», conclude Bonoli.

