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Ticino
Novità archeologiche a Claro
Lara Sargenti
6 anni fa
È in corso una nuova indagine di terreno, che sta riportando alla luce 5 fasi di occupazione che testimoniano la rilevanza del comune tra la preistoria e il medioevo

È in corso una nuova indagine di terreno a Claro, in località Duno, da parte del Servizio archeologica dell’Ufficio dei beni culturali. Le vestigia che si stanno riportando alla luce testimoniano la “rilevanza di Claro nel panorama regionale nel periodo compreso fra la preistoria e il pieno medioevo” sottolinea il Dipartimento del territorio in una nota, allegando una serie di fotografie sui nuovi scavi. “Le presenze finora identificate di un luogo di culto megalitico, di un sito fortificato di età del Ferro all’imbocco dei passi alpini, di diversi terrazzi con aree di insediamento multiepocali, oltre alle ben note necropoli, denotano l’importanza strategica ed economica della località”. L’area interessata dall’indagine archeologica è situata lungo la via Internati 1939-1945, non lontano dal nucleo medievale di Claro, dove è ben visibile il Castello dei Magoria.

Cinque fasi di occupazione
La ricerca attuale – diretta da Gabriele Giozza della Società InSitu – sta riportando alla luce cinque fasi di occupazione, comprese tra l’età del Bronzo e l’epoca medievale. La fase più antica messa finora in luce sul sito è costituita da una serie di imponenti strutture circolari, buche di palo e focolari, accompagnati da una notevole quantità di reperti ceramici, globalmente databili all’età del Bronzo che segnalano la presenza di un abitato.

Dettagli delle strutture e dei reperti da riferire alla fase preistorica
Dettagli delle strutture e dei reperti da riferire alla fase preistorica
Dettagli di una struttura circolare da riferire alla fase preistorica
Dettagli di una struttura circolare da riferire alla fase preistorica

La successiva fase, ascrivibile all’età del Ferro, vede la costruzione di un grande terrazzamento sul quale sono in parte visibili i resti di un edificio, di cui si conservano parzialmente una densa massicciata di sottofondo e due pareti, costituite da una serie di pietre poste di piatto e di taglio, usate come sostegno per le travi in legno della struttura abitativa. La terza occupazione reperita sul sito è marcata dalla presenza di due abitazioni con muri in pietra a secco, che in considerazione dei reperti rinvenuti, possono essere datati ad epoca tardoromana. Di questi edifici, uno – di forma rettangolare - è stato scavato interamente; l’altro - indagato solo parzialmente - è stato realizzato asportando in parte l’occupazione dell’età del Ferro e si presenta seminterrato. Appartenenti a questa fase si segnalano alcuni frammenti di vasi in pietra ollare, una serie di chiodi da scarpa e una fibula zoomorfa.

Fibula zoomorfa di epoca tarco antica
Fibula zoomorfa di epoca tarco antica

Dopo l’abbandono e la demolizione di questi edifici l’area non viene più utilizzata per scopi abitativi, ma viene convertita a luogo di sepoltura. Sono infatti state rinvenute sei tombe, di cui quattro in ottimo stato di conservazione, la cui tipologia è tipica dell’epoca altomedievale. Le tombe sono orientate est-ovest, i resti ossei non sono conservati, ad eccezione di alcuni piccoli frammenti rinvenuti in una sepoltura, che permettono di individuare la posizione del defunto, deposto con la testa a occidente. Nessun corredo accompagnava i defunti.

Particolare delle sepolture medievali
Particolare delle sepolture medievali

L’ultima fase prima dell’epoca recente vede la costruzione di un muro che separa l’area in due terrazzamenti, molto probabilmente usati per scopi agricoli, i reperti di questa fase sono attribuibili all’ epoca medievale.

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