
Sono nove i casi di influenza A (H1N1) in Ticino. Ne dà notizia l’Ufficio del medico cantonale in una nota stampa. Settimana scorsa il primo caso ticinese: un uomo di rientro dalla Thailandia. Nei giorni successivi si sono registrati altri due casi: si tratta di due bambine, nel frattempo guarite, di rientro rispettivamente dall’Inghilterra e dall’Argentina. Malgrado le misure di isolamento al domicilio, alcuni famigliari delle due bambine hanno contratto il virus. In totale quindi le persone che hanno contratto l'influenza A - compreso il primo caso della scorsa settimana - sono nove.“Le persone contagiate - si legge nella nota stampa - sono state trattate con medicamenti antivirali e presentano uno stato di salute buono, laddove non siano già guarite. Le persone con le quali i contagiati hanno avuto contatti ravvicinati sono state contattate ed invitate ad osservare un periodo di quarantena di 7 giorni, astenendosi dal lavoro e dai contatti sociali”. L’ufficio del medico cantonale comunica che “nonostante la conferma di questi nuovi casi nel nostro Cantone, il virus dell’influenza A (H1/N1) non costituisce per il momento un rischio rilevante per la popolazione. Nessun caso registrato in Ticino ha coinvolto persone che non avessero intrapreso un viaggio in zone a rischio o senza un contatto ravvicinato con persone malate o in fase di incubazione”. Secondo i dati attuali dell’Organizzazione mondiale della sanità, 94'512 casi d’influenza A (H1/N1) sono stati finora ufficialmente dichiarati, di cui 429 con esisto letale. In Svizzera, dall’inizio dell’epidemia, si sono registrati 92 casi senza alcuna vittima. "Può essere utile acquistare mascherine e disinfettante per le mani""I contagi recenti sono avvenuti sul suolo, con contatti diretti con i casi conosciuti - spiega il medico cantonale Giorgio Merlani ai microfoni di Radio3iii -. Non si tratta quindi di gente che camminando per strada è entrata in contatto con il virus. Si tratta invece di famigliari stretti di persone note; e come tali sono stati identificati subito". "Nel comunicato stampa - spiega ancora il medico cantonale - ho scritto che può essere utile iniziare ad acquistare mascherine e disinfettante per le mani, perché possono sempre servire. I giapponesi, ad esempio, quando hanno il raffreddore circolano con la mascherina per proteggere i loro connazionali. Comprare la mascherina non significa che siamo nella fase di panico o che ci siano problemi particolari".
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