
Si mette la parola fine sulla vicenda del postribolo in via Resiga a Novazzano. Il Tribunale federale ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso del comune, che si era opposto al cambiamento di destinazione del garage in un locale erotico, con 11 camere per l'esercizio della prostituzione.
La vicenda, ricordiamo, ha inizio nell'aprile 2013, quando il proprietario del garage aveva richiesto il cambio di destinazione. Oltre al comune si erano opposti anche alcuni vicini. Il titolare del garage si era quindi rivolto al Consiglio di Stato, che dopo quasi un anno e mezzo aveva accolto quasi tutte le sue osservazioni, dando via libera all'apertura della casa di appuntamenti.
Il Municipio di Novazzano si era quindi appellato al Tribunale cantonale amministrativo, che anche in questo caso aveva respinto il ricorso, dichiarando il cambio di destinazione conforme al diritto sotto il profilo pianificatorio, in quanto il locale sorgerà in una zona mista dove non è vietato l'insediamento di aziende commerciali dette "moleste".
Il comune aveva quindi giocato l'ultima carta, rivolgendosi al Tribunale federale. I giudici di Mon Repos hanno evidenziato che il comune "non fonda il ricorso sulla sua autonomia", né sulla "violazione di norme edilizie o pianificatorie", facendo valere unicamente "un accertamento manifestamente inesatto, rispettivamente arbitrario dei fatti riguardo alla determinazione dell'entità delle immissioni foniche, che deriverebbero dal contestato cambiamento di destinazione, criticando gli accertamenti posti a fondamento dello studio fonico, nonché le valutazioni della Corte cantonale".
L'Alta Corte ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso, rinunciando tuttavia a prelevare spese giudiziarie visto che il comune non ha interessi pecuniari nella causa.
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