
Il Tribunale cantonale ammnistrativo (TCA) ha accolto il ricorso della Società ticinese per l'arte e la natura (STAN), che si era opposta alla licenza edilizia rilasciata nel maggio 2017 dal Municipio di Novazzano su un progetto firmato dall’architetto Mario Botta previsto accanto alla casa comunale. Una licenza che nello specifico permetteva "la demolizione, nel nucleo storico, di gran parte degli stabili a corte, risalenti al XVII-XVIII secolo, per edificare un nuovo complesso residenziale di 23 appartamenti e un atelier nonché la formazione di un'autorimessa interrata con 37 posteggi, accessibile attraverso una rampa sul fmn 1170 di proprietà del Comune". È quanto sottolinea la stessa associazione, rendendo nota la sentenza pubblicata lo scorso 4 dicembre.
Il progetto, firmato dall'architetto Mario Botta, aveva ottenuto il nullaosta del Dipartimento del territorio nonché dello stesso Municipio. Secondo quanto riferisce la Stan, il Tribunale cantonale amministrativo ha accolto il ricorso "per la grave violazione di varie norme d'attuazione del Piano particolareggiato del nucleo tradizionale", nonché "dei pricinipi dell'architettura tradizionale in materia di apertura delle finestre che richiede la prevalenza dello sviluppo verticale, oltre che del pieno sul vuoto, come dettato anche dalle Linee guida cantonali relative agli interventi nei nuclei storici". La sentenza, rincara la Stan, "smentisce così le argomentazioni di Consiglio di Stato, Municipio e Ufficio della natura e del paesaggio".
Sul tema, ricordiamo, era stata promossa anche una petizione intitolata "Per la salvaguardia del nucleo storico di Novazzano e dell’area di verde pubblico", che chiede di salvaguardare l'area verde pubblica e il nucleo attraverso la revisione del Piano particolareggiato del nucleo, nonché promuovere un progetto conservativo di recupero e di valorizzazione dell'essicatorio. La petizione verrà consegnata a breve al Municipio.
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