
"No ai progetti megalomani, no allo sperpero di denaro pubblico". Il gruppo Lega- Novaggio dei Valori -Udc di Novaggio è categorico. La decisione del Municipio di spostare tutti gli uffici comunali nella struttura di Villa Alta poco fuori l'abitato non è proprio piaciuta al movimento che ha deciso di indire un referendum. Ma per capire meglio la vicenda facciamo un piccolo passo indietro. È l'inizio di maggio e il Municipio di Novaggio viene a conoscenza che l'attuale locatario di Villa Alta ovvero l'associazione dei comuni Regione Malcantone, abbandonerà l'edificio. L'esecutivo redige un messaggio per la ripresa dell'ipoteca di 300'000 franchi su 30 anni della villa, e per il trapasso di diritto di superficie. L'idea dell'esecutivo infatti è di riunire gli attuali uffici comunali in un'unica struttura. Il messaggio a fine giugno viene approvato dal consiglio comunale. Ma come detto il gruppo Lega-Udc-Novaggio dei valori non ci sta e inoltra al Consiglio di Stato un ricorso sulla decisione. Il motivo? “Un trasloco non necessario visto che le attuali strutture comunali sono più che sufficienti” afferma il consigliere comunale Mario Muschietti, che aggiunge "Sarebbe una spesa deleteria, siamo un piccola comunità, abbiamo un moltiplicatore del 100% e queste spese non possiamo permettercele". Proprio per questo il gruppo oltre al ricorso, nelle scorse settimane ha raccolto e consegnato in municipio ben 170 firme su 500 votanti per indire un referendum comunale. Pronta la risposta del sindaco di Novaggio Paolo Romani: "Il progetto è un'occasione da non perdere e sarebbe sostenibile finanziariamente. L'ipoteca verrebbe interamente coperta dal subaffitto degli attuali uffici comunali ad altre associazioni” ci dice il sindaco”. “Il comune sta facendo delle cure di risanamento” continua Romani “e mai ci sogneremmo di fare dei passi che portano a dei disavanzi. Ora affronteremo questo referendum con fiducia e serenità” conclude. Ma Muschietti tira dritto "se il Consiglio di Stato accoglierà il nostro ricorso ritireremo il referendum altrimenti si andrà alle urne".Christian Fini
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