
"A Vevey il tempo è scandito negli anni in cui ricordiamo la Fête des Vignerons e quelli in cui prepariamo la prossima". E' visibilmente entusiasta François Margot, presidente e abate della Confrérie des Vignerons, nello spiegare l'aria che si respira in questi mesi a Vevey, alla vigilia della storica manifestazione, riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell'umanità.
Alla manifestazione, che si terrà dal 18 luglio all’11 agosto, il Ticino sarà protagonista, come illustrato durante la conferenza stampa di questa mattina a Bellinzona, con la presenza del vicepresidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. Sia con la Maison Ticino, che durante la festa permetterà ai turisti di scoprire le specialità ticinesi che, soprattutto, nella giornata del 27 luglio, nella giornata dedicata ai Cantoni centrali, con la Compagnia Finzi Pascache dirigerà uno spettacolo che si preannuncia indimenticabile.
"Sono da sempre legato a Vevey - commenta il regista ticinese Daniele Finzi Pasca - Mio padre ha studiato lì e ne conservava un magnifico ricordo. Così quella era diventata la meta di tante gite in macchina... Poter dirigere lo spettacolo della Fête des Vignerons sarà quindi per me la chiusura di un cerchio".
C'è chi aspetta questo evento da 20 anni, le aspettative saranno quindi alte, ma Finzi Pasca è pronto a cogliere la sfida: "Abbiamo preparato molte sorprese per rendere lo spettacolo immersivo. Tra queste un pavimento led, il più grande mai costruito, che permetterà di sospendere i figuranti all'interno delle immagini. Sarà uno spettacolo innovativo, ma legato alla tradizione, dove celebreremo le donne e gli uomini che si dedicano alle vigne".
Proprio il legame con il territorio sarà un elemento portante della Festa, come spiega Margot: "Si parlano lingue differenti, ma tra Vaud e Ticino c'è un legame. Il legame di chi crede nel territorio e nei suoi prodotti. Il legame di chi ci tiene a valorizzare le tradizioni. Mostreremo anche che il Ticino non è solo il salametto, ma è anche patria di fantastici artisti come Daniele, che ho conosciuto 7 anni fa e sin da subito ho apprezzato per l'emozione che mette nel suo lavoro".
Un emozione che va colta al volo, ribadisce il presidente della Fête: "Questo non è un evento come il Festival di Locarno, che è bellissimo ma c'è ogni anno. La prossima edizione sarà almeno nel 2039, quindi potreste rimpiangere di esservela persa. Per questo vi invito a venire, non solo nella giornata "ticinese" ma anche in tutte le altre!"
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