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Ticino
Notte a Lugano: alcune denunce
Foto Lettore
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Redazione
5 anni fa
La Polizia cantonale segnala alcuni danneggiamenti in via Simen e in via Capelli, gli autori sono stati identificati e saranno denunciati

L’ex Macello è finito davvero. La Polizia cantonale comunica che a partire dalle 23.30 di ieri hanno preso avvio i lavori per rendere inaccessibile - dal profilo della sicurezza - il sedime, con la demolizione di parte degli stabili del complesso edilizio su cui non gravavano vincoli di protezione. Parallelamente, nel corso della notte, è stato lasciato da tutti i manifestanti l’edificio situato in via Simen illecitamente occupato da un centinaio di persone a margine del corteo di sabato pomeriggio.

Durante il dispositivo, svolto con il supporto della Polizia Città di Lugano, di forze intercantonali e di altre polizie comunali, è stato identificato e controllato un centinaio di persone la cui posizione si trova ora al vaglio. A disposizione degli inquirenti vi sono diverse ore di registrazioni video. Il materiale si trova in fase di analisi e verranno valutate eventuali denunce.

Si segnalano al momento alcuni danneggiamenti in via Simen e in via Capelli. Gli autori dei vandalismi sono stati identificati e saranno denunciati al Ministero pubblico. Inoltre nelle prime ore del mattino si è ripetutamente verificato il lancio di sassi e bottiglie in direzione del cordone di sicurezza posto intorno all’area dell’ex Macello. Si è di conseguenza reso necessario un ulteriore intervento al fine di sciogliere i capannelli di persone che si erano formati e scongiurare il protrarsi di tali gesti. In quest’ultimo contesto, due persone sono state fermate per accertamenti e in seguito rilasciate.

Verosimilmente, il Municipio ha voluto evitare qualunque possibilità che gli spazi fossero nuovamente occupati. L’inizio dei lavori nel mezzo della notte ha stupito tutti: sui social network, questa mattina, molti esprimono il proprio sostegno alla decisione o il proprio sconcerto di fronte all’azione di forza delle autorità comunali.

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