
Suscita una prima reazione la risposta negativa del Governo alla richiesta del deputato PPD Fiorenzo Dadò di rimuovere dal sito del Cantone le istruzioni per le notifiche online dei padroncini esteri che intendono lavorare in Ticino.
Il Governo, come noto, si è rifiutato di cancellare le istruzioni perché ritiene che tale mossa "non farebbe altro che elevare il rischio di prestazioni di servizio non notificate, con un probabile incremento delle infrazioni".
Una spiegazione che non convince Giorgio Fonio, collega di partito di Dadò, che su Facebook parla di "calata di braghe".
"Il Parlamento aveva votato la proposta di eliminare la possibilità per i padroncini di registrarsi online" scrive Fonio. "Vuoi venire con la dua ditta a lavorare in Ticino magari chiamato da qualche illustre impresa ticinese? Allora vai in un ufficio e espleti tutte le pratiche burocratiche. Questo il senso della proposta. Lo scopo di questa decisione era quindi anche di arginare il fenomeno padroncini che sta mettendo in ginocchio la nostra economia. Questi ultimi aiutati in parte dalle grandi imprese che subappaltano il lavoro scansando i medio piccoli artigiani locali."
"Ora, il Consiglio di Stato risponde picche alla mozione PPD presentata dal nostro capogruppo Fiorenzo Dadò scrivendo che non si può fare!" tuona poi il deputato PPD. "È una vergogna! Il Parlamento ha deciso, il Governo esegua!"
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