
Non è affatto piaciuta al PPD la decisione del Consiglio di Stato di mantenere sul sito del Cantone le istruzioni per le notifiche online dei padroncini esteri che intendono lavorare in Ticino, malgrado il Parlamento ne avesse chiesto la cancellazione.
Già ieri il deputato Giorgio Fonio aveva parlato di "calata di braghe", criticando aspramente la rinuncia del Governo a dare seguito alla volontà del Gran Consiglio (vedi articolo suggerito).
E oggi i popolari democratici tornano alla carica con due atti parlamentari che hanno l'obiettivo di eliminare quelle istruzioni dal sito del Cantone, ma anche di capire quali sono quei "passi avanti" di cui ha parlato il Governo.
Nella sua risposta all'interrogazione sul tema presentata nell'ottobre scorso da Fiorenzo Dadò, il Governo scriveva infatti di aver ottenuto da Berna “un deciso aumento delle informazioni da fornire prima di poter valicare la frontiera”.
Ma quali sono queste informazioni? Il PPD lo chiede al Governo tramite un'interrogazione firmata dallo stesso Fiorenzo Dadò a nome di tutto il gruppo parlamentare.
L'altro atto parlamentare, firmato anch'esso da Dadò a nome di tutto il gruppo PPD, chiede invece nuovamente la cancellazione delle istruzioni per le notifiche online dei padroncini, "questa volta per davvero!".
Il PPD ricorda che l'abolizione delle notifiche online era stata accolta a grande maggioranza dal Parlamento, raccogliendo favori sia a destra che a sinistra. "Il rapporto favorevole era poi stato preparato in maniera minuziosa dal Capogruppo PPD Fiorenzo Dadò ed aveva raccolto l’unanimità dei commissari della gestione e l’accoglimento da parte del plenum" scrive il PPD. "Il rapporto chiedeva di aprire uno sportello in una zona periferica, per es. a Cevio o la Valle di Muggio. Una proposta da subito criticata dai relativi uffici cantonali ma che ai più era sembrata una soluzione sensata per il raggiungimento degli obiettivi prefissi."
"Il motivo di questa importante adesione stava nel fatto che il tema dei padroncini era (ed è) molto sentito dai molteplici attori presenti in parlamento che operano concretamente sul nostro territorio cantonale" prosegue il PPD. "A soffrirne la presenza sono sia le aziende sane che i lavoratori. Le prime si vedono ridurre in maniera importante le commesse e i secondi sono messi sempre più sotto pressione da una concorrenza senza possibilità di paragone."
"I numeri di questo fenomeno negativo per l’occupazione e per le nostre aziende locali sono devastanti" scrive ancora il PPD. "Basti pensare che nel solo 2014 sono state oltre 25’000 le persone che hanno raggiunto temporaneamente il nostro territorio per svolgere in totale oltre 673 mila giorni di lavoro. Stiamo parlando di circa 3’000 posti di lavoro a tempo pieno."
Ora, "davanti ad una decisione parlamentare importante a tutela del nostro tessuto sociale e lavorativo", il PPD ritiene che il Governo debba attivarsi immediatamente "per far rispettare il voto del legislativo senza accampare scuse."
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