
C'era grande curiosità, oggi a Bellinzona, per la conferenza stampa indetta dal consigliere di Stato Michele Barra, senza consultare i suoi colleghi, sulle misure da mettere in atto per contrastare l'invasione di padroncini e distaccati nel nostro Cantone. Una fuga in avanti che era stata criticata da più parti. Dubbi erano emersi anche sul fatto che Barra, titolare del Dipartimento del Territorio, avesse commissionato privatamente uno studio in un settore di competenza non sua, bensì del DFE di Laura Sadis. Ma Barra ha sottolineato, nel corso della conferenza di stamane, che ritiene opportuno che ognuno dei consiglieri di Stato possa occuparsi dei problemi che più gli stanno a cuore. E quindi ha elencato le sue proposte. Che, come dice la parola, sono appunto proposte, non decisioni, e andranno comunque vagliate dal Governo nel suo insieme. La più forte, e forse più scontata, riguarda le notifiche dei cosiddetti padroncini. "Come sapete" ha spiegato Barra, "la notifica deve avvenire mediante modulo ufficiale al più tardi 8 giorni prima dell’inizio dei lavori in Svizzera. Questa procedura deve essere effettuata online sul sito dell’Ufficio federale della migrazione ed è gratuita." "Tuttavia, le direttive federali non vietano che le notifiche siano effettuate con procedure diverse rispetto a quella online. Nella situazione attuale, ritengo che la procedura di notifica non deve essere per forza quella più semplice, bensì quella più efficace per controllare l’identità e le condizioni di lavoro degli stranieri operanti sul territorio. Occorre quindi che per i prestatori di lavoro transfrontalieri la vecchia notifica online sia sostituita da un modulo pdf da compilare e stampare." Il cambiamento principale è dunque che il distaccato o il padroncino dovranno presentarsi allo sportello con tutta la documentazione richiesta, ovviamente nel normale orario di apertura al pubblico. Barra ha poi chiarito una cosa: "Questa nuova procedura non deve essere letta come un sovraccarico di lavoro per l’amministrazione cantonale, con la conseguenza di chiedere un potenziamento dell’organico, ma come un allungamento dei tempi di attesa per i richiedenti." Un'altra misura proposta da Barra riguarda l'introduzione dell'Iva per prestazioni inferiori a 10'000 franchi. Oggi, infatti, le prestazioni inferiori a 10'000 franchi effettuate da ditte estere su territorio svizzero non sono soggette all’IVA. Ciò crea una chiara disparità di trattamento tra le ditte indigene, assoggettate all’IVA, e le ditte straniere che approfittano di un’esenzione. Le ditte svizzere, anche a parità di costo, dovranno sempre fatturare un 8% in più rispetto alla concorrente straniera. Il Governo ha già dimostrato il suo interesse per questa tematica e anche il Consiglio federale, a detta di Barra, lascia intravedere un’apertura. Il rapporto commissionato dal direttore del DT presenta una valutazione anche sul tema della fiscalità dei frontalieri, ma Barra ha deciso di fare un ulteriore approfondimento con un esperto in materia fiscale, il prof. Marco Bernasconi. Darà conto dei risultati nel corso del mese di agosto.
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