
Troppo miti le pene proposte da John Noseda, l'atto d'accusa è da rifare. Ha del clamoroso la sentenza emessa oggi alle Assisi criminali di Lugano, di cui riferisce la RSI, dove il giudice Mauro Ermani ha respinto l'atto d'accusa emanato dal procuratore generale nei confronti di tre fratelli italiani.
Per i tre imputati, accusati di aver sottratto 21,59 milioni di franchi a più banche ticinesi tra il 2008 e il 2011, Noseda aveva chiesto tre anni parzialmente sospesi, rispettivamente due anni con la condizionale, per truffa, bancarotta fraudolenta, falsità in documenti e appropriazione indebita d'imposte alla fonte.
Pene che il presidente della Corte Mauro Ermani ha giudicato troppo blande. Noseda dovrà quindi presentare un nuovo atto d'accusa, più severo.
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