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Ticino
Nonostante gli sfitti, è caccia a rustici e giardini
Marco Jäggli
6 anni fa
Sono quasi 7’000 le abitazioni sfitte nel nostro Cantone. Complice la pandemia, che ha anche cambiato profondamente le richieste dei compratori

Il problema degli sfitti nel nostro cantone aumenta di anno in anno, come comunicato di recente dall’Ufficio federale di statistica: sono infatti oltre 6’600 le abitazioni sfitte nel nostro Cantone, per una media cantonale del 2,71% delle abitazioni. Peggio del Ticino, in Svizzera, solo il Canton Soletta, dove il tasso è pari addirittura al 3%. Nel nostro Cantone i comuni con il tasso più elevato sono Bodio (6,69%), Sorengo (6,59%) e Chiasso (6,51%). Tra le città invece, Chiasso è sempre al primo posto, seguita da Mendrisio (4,40%), Bellinzona (3,61%), Locarno (3,35%) e Lugano (3,15%). Tutte ben al di sopra della media cantonale. Per avere più chiarezza sulle ragioni del fenomeno, Teleticino si è rivolta a due fiduciarie immobiliari.

Le cause
“La situazione degli sfitti va divisa in Sopraceneri e Sottoceneri”, spiega Alessandra Manni Evers, “nel sottoceneri, a Chiasso in particolare ci troviamo di fronte a parecchi palazzi vecchi, da 3 locali e mezzo a 4 locali e mezzo con prezzi legati al passato, dove la piazza è in effetti un po’ depressa”. Tra le cause principali, in generale, si parla del calo demografico dei residenti e, in secondo luogo, l’immigrazione proveniente soprattutto da Russia e Italia e in grado di accedere a edifici di alto standing. Complice anche la pandemia, che ha diminuito, ma anche profondamente modificato, le richieste degli acquirenti.

Caccia a giardini e rustici dopo la pandemia
“Chiaramenti gli appartamenti con giardino vanno a ruba”, spiega Manni Evers, “le persone ora con lo smartworking rimangono a casa quindi servono spazi e metrature più ampie, magari con terrazza o giardino per sentirsi meno chiusi”. La pandemia però ha avuto un effetto positivo per qualcuno, riportando in auge luoghi e oggetti del passato, come spiega Claudia Rigo, fiduciaria e perito immobiliare: “I rustici e le case in montagna non erano attrattive. Ora la situazione è cambiata, abbiamo avuto un forte aumento delle richieste, probabilmente per cercare una zona di svago e per stare in mezzo al verde. La città è messa in secondo piano”.

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