
Nulla da fare per Tetiana, la 55enne ucraina che dallo scorso giugno viveva a Castione a casa della figlia Yana, di suo marito, il sottoufficiale professionista dell'esercito Fabrizio Ferracini, e dei loro due figli. Alla donna è infatti stato intimato di lasciare il Paese e così, negli scorsi giorni, è salita su un aereo per essere rimpatriata.
Lo scrive oggi il Caffè, mettendo così la parola fine, almeno per il momento, a tutti gli appelli lanciati dalla sua famiglia affinché Berna le permettesse di restare, dato che nel suo Paese, l'Ucraina, è in corso un'infinita guerra civile. "Ha perso tutto e tutti: un figlio, i genitori e il marito. Non ha più nemmeno una casa, ormai inabitabile per i continui saccheggi e vandalismi", sottolinea Fabrizio al domenicale. Inoltre in autunno le condizioni psicologiche della donna erano peggiorate all'improvviso.
Ma ciò non cambia le cose: la Segreteria di Stato della migrazione e, su ricorso, il Tribunale amministrativo federale (dopo che prima la 55enne aveva presentato una domanda d'asilo e le era stato rilasciato un permesso provvisorio) hanno sancito che Tetiana non corre nessun pericolo personale nel suo Paese e che quindi deve tornarci.
"Lo choc per noi, ma soprattutto per i miei bambini, è stato fortissimo. Nella disperazione ho scritto al Consiglio federale che questa non è la Svizzera in cui credo. Ma so che servirà a ben poco".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

