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Non vuole chiedere l'asilo in Italia: "C'è la mafia"
Non vuole chiedere l'asilo in Italia: "C'è la mafia"
Non vuole chiedere l'asilo in Italia: "C'è la mafia"
Redazione
8 anni fa
Il TAF ha respinto il ricorso di un cittadino algerino, intenzionato a restare in Svizzera. Ora è stato allontanato

Nulla da fare per un cittadino algerino che lo scorso 5 settembre aveva presentato una domanda d’asilo in Svizzera: dopo la segreteria di Stato della Migrazione (SEM) anche il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha infatti rigettato la sua richiesta, confermandone l’allontanamento.

Prima di aver chiesto l’asilo nel nostro Paese, a inizio giugno l’uomo era entrato illegalmente in Italia, trascorrendovi circa 3 mesi in carcere. Il 1. Settembre, data del suo rilascio, aveva preso un treno da Milano alla volta della Svizzera.

Nel corso del colloquio con la SEM era stato informato del fatto che, in base alla Convenzione di Dublino, lo Stato membro competente all'esame della domanda d'asilo è lo Stato in cui il richiedente asilo ha fatto il proprio ingresso nell'Unione europea, ovvero l’Italia. Tale scenario gli era stato illustrato anche dalle stesse autorità italiane, ma l’uomo aveva affermato di non voler depositare una domanda d’asilo in Italia in quanto “è uno Stato mafioso”. Nel corso della visita media gli era stata diagnosticato un lieve disturbo depressivo e gli erano stati prescritti dei farmaci specifici.

In seguito alla decisione di non entrata in materia da parte della SEM il cittadino algerino aveva tentato la carta del ricorso al Tribunale amministrativo federale, ma senza successo. Con sentenza del 4 gennaio pubblicata oggi la Corte gli ha rammentato che in base alla suddetta Convenzione, la richiesta di asilo va presentata all’Italia, cui spetta la competenza sul caso. Spetta inoltre alla vicina Penisola fornirgli le cure mediche immediate richieste per la salvaguardia dei suoi interessi vitali, compresi dunque i farmaci antidepressivi di cui ha bisogno.

(Sentenza D-7276/2018)

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