
La Commissione speciale costituzione e diritti politici ha bocciato la petizione presentata da Giorgio Ghiringhelli che chiedeva di introdurre sanzioni per chi non si reca alle urne.
Ghiringhelli proponeva una multa di 6 o 7 franchi, seguendo il modello di Sciaffusa, unico Cantone in Svizzera che ancora oggi prevede sanzioni pecuniarie per i disertori.
A suo dire questi introiti avrebbero dovuto servire a coprire i costi del Cantone e dei Comuni causati dall'organizzazione di votazioni ed elezioni.
Ma il rapporto della commissione, presieduta dal deputato Carlo Luigi Caimi (PPD), si esprime negativamente sulla proposta.
Questo dopo aver sentito diversi pareri giuridici, tra cui quello del professore Jean François Aubert, che reputa la multa "non essenziale per la democrazia e sostanzialmente inopportuna", rilevando anche che "la minaccia di una multa di qualche franco è poco compatibile con la dignità del voto." Tra gli esperti, vi è anche chi ha giudicato la proposta addirittura "anticostituzionale".
Il no della commissione conferma le decisioni negative in tal senso del Parlamento cantonale, che già nel 1977 e nel 2003 aveva bocciato l'idea di introdurre l'obbligatorietà del voto.
Non votare resterà quindi gratis.
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