
Il 19enne arrestato ieri con l'accusa di aver voluto orchestrare una strage presso la scuola di Commercio di Bellinzona nega di aver avuto cattive intenzioni. Questi i primi dettagli che emergono dall'interrogatorio al giovane, nel frattempo trasferito agli arresti alla Clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio (CPC).
Secondo quanto riferisce la Rsi il giovane non era un emarginato ed era sostenuto dalla classe. In passato aveva vinto il premio come intrApprenditore dell'anno. Una foto che lo ritraeva con un kalashnikov in mano, pubblicato sui social media, aveva messo in allarme i compagni, che hanno avvisato i docenti. La fotografia in questione, pubblicata qualche giorno fa, non era però l'unica avvisaglia. Sui social il ragazzo era infatti solito ritwittare prese di posizione favorevoli alle armi, con particolare riferimento alla cronaca d'Oltreoceano.
Gli inquirenti stanno ora sondando le piste per capire cosa avrebbe spinto il giovane a pianificare un atto del genere. Nell'abitazione del 19enne, appassionato di tiro sportivo, sono state rinvenute diverse armi, tra cui pistole e fucili, detenute legalmente.
La direzione della scuola ha nel frattempo organizzato un incontro di sostegno con gli allievi toccati dalla vicenda.
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